Salvatore Russo: “Il mio diaconato con il grembiule sporco tra la gente”

Domani, domenica 22 maggio, alle ore 18.00 presso la Cattedrale di Napoli, saranno ordinati dall’Arcivescovo Metropolita di Napoli monsignor Domenico Battaglia, otto nuovi Diaconi permanenti che serviranno la Chiesa di Napoli.

Tra questi ci sarà Salvatore Russo, appartenente alla parrocchia Sacri Cuori di Secondigliano che, con fede e dedizione, accoglierà questo ministero dopo una lunga preparazione. Abbiamo avuto la possibilità di incontrarlo per parlare della sua chiamata e di come è strutturato il percorso del diaconato.


Da dove nasce il desiderio di intraprendere questo importante cammino?


“Prima ancora di diventare un desiderio, posso dire che è stata una lenta e profonda ricerca di Dio che avevo purtroppo messo da parte nella mia vita nel corso degli anni giovanili, fino a perderlo completamente di vista, poiché ero troppo preso dai miei impegni lavorativi e dalla mia vita sociale. Ma, evidentemente, Lui invece mi teneva d’occhio e non mi ha mai perso di vista! Quando ho iniziato a pormi domande sul senso profondo delle cose e di tutta la mia intera vita, che era così piena di sé stessa, del proprio orgoglioso modo di procedere, allora ho trovato Cristo. In realtà Lui non si era mai mosso: era dentro di me! Aspettava solo che me ne accorgessi. E’ stata una conversione lunga, non senza cadute, dolori o ripensamenti, che però si è dolcemente trasformata nel riconoscimento della presenza piena di Cristo nella mia vita di uomo, di papà, di datore di lavoro, di figlio, di fratello e di servo, sebbene indegno chiamato dal Signore. Il primo passo verso questa lunga conversione lo devo a mia moglie Francesca, al suo grande amore per me e alla sua profonda sensibilità nel comprendere che, dietro quella scorza di uomo in carriera, batteva il cuore di un uomo desideroso di essere abbracciato da Cristo”.


Quanto ha influito la sua appartenenza alla realtà del nostro quartiere su questa decisione?


“Molta parte della mia decisione è legata al nostro territorio. Sono nato, cresciuto e pasciuto a Secondigliano. Qui ho frequentato le scuole elementari. Qui svolgo la mia professione di commercialista. Qui abito con la mia famiglia. Qui ho praticato tutti i miei sport da ragazzo…ed è con grande tristezza che oggi vedo la mia Secondigliano ridotta a brandelli! Vorrei tanto che questo quartiere così martoriato rinascesse a nuova vita e che a tutti i suoi abitanti venisse riconsegnata la dignità che merita. Ho molto a cuore i giovani: sono papà di un adolescente e di una femminuccia di 6 anni, per i quali spero di potermi impegnare attraverso il mio ministero. Devo tanto al mio quartiere, alla mia parrocchia, alla parrocchia dell’Immacolata Concezione in cui ha sede la mia amatissima fraternità Ofs e dove il parroco, Monsignor Doriano V. De Luca, è un caro amico, a cui devo degli speciali ringraziamenti per la mia crescita nella fede. Devo tantissimo ai Missionari dei Sacri Cuori, con tutti i sacerdoti con i quali ho instaurato uno splendido rapporto di amicizia. Per spezzare una battuta…ero circondato: non potevo fuggire da questa chiamata”.


Come è strutturato il cammino per il diaconato? Com’è riuscito a far coincidere gli impegni lavorativi con questo percorso?


“Il cammino per l’ordinazione diaconale è davvero impegnativo: si compone di un anno propedeutico presso il Seminario minore a Capodimonte, in cui si fa discernimento e al termine del quale, i formatori esprimono un primo giudizio di idoneità. Seguono altri quattro anni di formazione in cui si è chiamati alla frequentazione di incontri presso il Seminario Minore e al sostenimento di 19 esami presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose (ISSR) “Donnaregina” di Napoli, che è un’istituzione accademica ecclesiastica collegata alla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale (PFTIM). Infine, al superamento degli esami previsti e ad un primo scrutinio, si viene ammesso ad un ulteriore periodo di formazione di sei mesi con il Vescovo e i suoi collaboratori. Al termine di questo lungo viaggio, viene eseguito lo scrutinio finale che ammette il candidato all’Ordinazione. E’ stata davvero dura portare avanti gli studi con gli esami e le relative presenze obbligatorie, poiché come ho detto prima, sono anche marito, papà e titolare di uno studio. Ma con la Grazia di Dio, e solo per Grazia di Dio, succedono i miracoli”.


Diventando diacono, ha sicuramente una responsabilità in più. Come cambierà la sua vita quotidiana e quali saranno i nuovi impegni in questa veste?


“E’ vero, sento il forte senso di responsabilità al quale sono chiamato quale servo della Chiesa e del Vescovo. Non si è mai pronti nella vita, ma quando ho sentito la chiamata ho avuto una sola risposta: Eccomi! Si faccia su di me la volontà del Signore e non la mia, come dico sempre ai ragazzi: va’ dove ti porta il cuore e affidati a Cristo. Lo stesso faccio anche io, senza calcoli! Spero di essere diacono nella vita, nel lavoro, nella società oltre che in parrocchia, con il grembiule sporco tra la gente”.


Cosa si sente di dire a chi vorrebbe intraprendere questa strada?


“Fallo! Se senti la voce del Signore nella tua vita rispondigli “sì, eccomi” e non temere perché Lui non ti abbandonerà mai”.

Sara Finamore

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