Ultimo infiamma lo stadio Maradona con un doppio sold out di emozioni

“Guardate qua quanto è diventata grande la mia cameretta!” queste le parole di Niccolò Moriconi, in arte Ultimo, che in questo weekend ha registrato doppio sold out allo Stadio Diego Armando Maradona di Napoli.

90 mila persone si sono ritrovate insieme a cantare con lui e questo ritorno al live è stata una boccata d’ossigeno, dopo aver conservato questo biglietto nel cassetto da 3 anni. Prima di regalare emozioni allo stadio napoletano però, il cantautore romano ha voluto sorprendere la città partendo dalla periferia: infatti con un preavviso di circa un’ora tramite Instagram, venerdì pomeriggio Ultimo è stato al Parco Ciro Esposito di Scampia dove ha cantato qualche canzone con i presenti, tra la gioia e l’incredulità di tutti.

“Vengo da un quartiere popolare di Roma e so bene cosa voglia dire sentir parlare solo dei lati negativi della propria zona. Immagino che per i ragazzi di Scampia sia la stessa cosa. Allora oggi ho pensato di venire qui a cantare e spero che questo video possa contribuire a raccontare che noi siamo molto altro. Dalla parte vostra, sempre!” così ha scritto sui social, postando il video dell’evento.

Le date sono state un bagno di folla e lo stadio al completo ha regalato calore e affetto al 26enne romano, il quale è diventato il più giovane artista ad avere un tour negli stadi con ben 15 date.

Il concerto si è aperto con la toccante “Buongiorno vita”, tratta dal suo ultimo lavoro in studio per poi proseguire con alcuni brani che lo hanno portato al successo come “Il ballo delle incertezze” con la quale ha vinto Sanremo giovani nel 2018, “Pianeti” tratta dall’omonimo primo album e “I tuoi particolari” classificatasi seconda a Sanremo nel 2019 tra i big.

Per tutta la durata del concerto, l’atmosfera è stata coinvolgente e la connessione tra i fans e il cantante era palpabile: Ultimo è anche sceso tra la folla e si è lasciato travolgere dall’affetto del suo pubblico.

L’amore però tra la città di Napoli e Niccolò Moriconi è storia risaputa, poiché il cantante ha origini napoletane: “Soffro davvero l’astio sportivo che c’è tra la tifoseria romana e quella napoletana. Spero che un giorno possano tornare ad amarsi come fratelli, perché sono convinto che Napoli e Roma siano le città più belle del mondo” ha affermato durante la prima tappa al Maradona.

Proprio perché legato alla città, ha aggiunto una canzone napoletana in scaletta per entrambe le date: sabato ha cantato al pianoforte “Tu si na cosa grande”, mentre domenica ha omaggiato Pino Daniele con “Napule è”.

Toccante il discorso sulle passioni e su quanto queste debbano essere fondamentali nella vita di ognuno: “Non voglio insegnare nulla a nessuno perché non ho l’età per farlo e soprattutto non voglio un maestro. Non date retta a chi vi parla di avere un piano B, ma lavorate ogni giorno per la vostra passione, questo è ciò che conta. Vivete le vostre passioni e siatene ossessionati”.

La parte centrale del concerto è stata una sessione acustica che ha visto Ultimo “rilassato” con un bicchiere di vino rosso, seduto sulla passerella: la sua voce calda accompagnata dagli archi e dalle chitarre ha intonato un medley che ha visto protagoniste “Non sapere mai dove si va”, “Supereroi”, “Il bambino che contava le stelle”, “Quella casa che avevamo in mente”, “L’unica forza che ho”, “Stasera” e “Peter Pan”.

L’ultima parte del concerto è stata forse la più intima, poiché il cantante si è seduto al pianoforte e ha intonato con dolcezza “La stella più fragile dell’universo”, “Giusy”, “Farfalla bianca”, un medley “Quel filo che ci unisce-Tutto questo sei tu” e il suo successo “22 settembre” che ha acceso il palco con dei fuochi d’artificio.

Non sono mancati momenti più simpatici con “Ipocondria” e “Fateme canta’”, scritta in dialetto romanesco.

A chiudere il concerto, come sempre, c’è stata “Sogni appesi”, canzone-manifesto del suo percorso artistico e non solo e che contiene tra l’altro il suo motto “Dalla parte degli ultimi, per sentirmi primo” che è stato urlato a squarciagola da tutto lo stadio mentre dal cielo piovevano coriandoli.

Niccolò Moriconi, durante le tappe napoletane, non ha nascosto la sua emozione, visibile dai suoi occhi lucidi e dai suoi continui “grazie” e ha saputo così scaldare i cuori di tutti quelli che si sono ritrovati ad ascoltarlo nei live, chi per caso e chi per passione.

Sara Finamore

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