No all’impianto di compostaggio a San Pietro a Patierno, al via la petizione

Monta il fronte del no all’impianto di compostaggio che il Comune di Napoli intende realizzare a San Pietro a Patierno. Da oggi, infatti, è stata avviata una petizione indirizzata al prefetto di Napoli Claudio Palomba, al governatore della Campania Vincenzo De Luca e al sindaco Gaetano Manfredi.

Nel testo che accompagna la raccolta firme, si legge: “L’installazione di un impianto per il compostaggio dei rifiuti non è sostenibile per il territorio al quale viene ad essere interessato per ragioni sanitarie, morfologiche, educative ed ecologiche, poiché il suddetto impianto creerebbe l’origine mi miasmi ed inquinamento di vario tipo con correlazione all’insorgenza/aumento di malattie di tipo allergico e/o tumorali in un territorio sottomesso da decenni ad altri tipi di inquinamento dovuto dall’ intensificazione del traffico aereo – ci sarebbe un impatto visivo ed olfattivo che si ripercuoterebbe su un’amplissima area, se non intera, che andrebbe ad aggiungersi alle già tante problematiche che il territorio vive – il danneggiamento che si può recare agli animali mediante l’assimilazione di sostanze nocive contenute nel compost, l’inquinamento del sottosuolo e quindi anche di falde acquifere per causa dell’acqua che percola dai rifiuti;  l’intensificarsi del trasporto dei mezzi pesanti porterebbe ingenti danni alla pavimentazione , alle strutture, aumento di oscillazioni che recherebbero danni al centro abitato nonché compromissione della sicurezza del pubblico transito ed aumento dell’inquinamento;  scelte importanti per la comunità devono essere adottate con la partecipazione dei cittadini e con la più ampia trasparenza e condivisione possibile”.

«Diciamo no – spiega il capogruppo di Forza Italia alla Municipalità 7 Giuseppe Pistone  – all’ennesima mortificazione di un territorio, già penalizzato dall’inquinamento causato dalla presenza dell’aeroporto di Capodichino, che da troppi anni chiede progetti di riqualificazione sul piano culturale, occupazionale e dell’aggregazione sociale. Combatteremo con ogni strumento civico in nostro possesso contro questa scelta che non tiene conto delle reali esigenze di quartieri sempre più abbandonati».

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