Una commovente cerimonia commemorativa ha riunito la comunità napoletana per ricordare uno dei capitoli più dolorosi della sua storia: il devastante bombardamento del 4 aprile 1943. Nel quartiere di San Pietro a Patierno, le autorità civili e militari si sono raccolte per un momento di profonda riflessione, mentre le note del silenzio militare riecheggiavano nell’aria durante la deposizione di una corona d’alloro.
La cerimonia ha visto la partecipazione di numerose figure istituzionali: il vicesindaco della Città Metropolitana Giuseppe Cirillo, il presidente della VII Municipalità “Miano-Secondigliano-San Pietro a Patierno” Antonio Troiano, e il colonnello Massimo Maieron, al comando dell’Aeroporto “Ugo Niutta” di Capodichino. Hanno presenziato anche il commissario prefettizio di Casavatore Giovanni Lucchese, il vicesindaco di Casoria Gaetano Palumbo, il consigliere comunale di Napoli Pasquale Sannino, il vicepresidente della VII Municipalità Giuseppe Grazioso e l’assessore Mauro Marotta, i consiglieri Pelliccia e Raiola.





Un momento particolarmente significativo è stato creato dalla presenza degli studenti del 51° Circolo Didattico “Alfredo Oriani”, che hanno partecipato con bandiere e simboli della pace, testimoniando come la memoria di quella tragedia continui a vivere attraverso le nuove generazioni.
La giornata ha trovato il suo culmine spirituale nella messa celebrata presso la chiesa di Santa Maria della Purità da monsignor Vincenzo Doriano De Luca, Decano del 7° Decanato, insieme al cappellano militare don Antonio Marchisano. Un momento di particolare emozione è stato il suono della Campana della Pace, realizzata dal maestro Armando Marinelli della Pontificia Fonderia di Agnone, affidata alle mani innocenti di due giovani alunni.
“La memoria di questi eventi tragici deve guidarci verso un futuro di pace”, ha sottolineato il vicesindaco Cirillo, mentre il presidente Troiano ha evidenziato l’importanza del lavoro con le scuole per trasmettere il valore della pace. Il luogo stesso della commemorazione, l’ex via Tramways – oggi viale Quattro Aprile – resta testimone silenzioso di quella tragedia che colpì cittadini inermi in attesa del tram, trasformandosi in un monito perenne contro gli orrori della guerra.
