Secondigliano, la storia di Madre Miradio della Provvidenza: una vita spesa per i poveri e per i bambini

“Come candela spenta da un colpo di vento inatteso, dopo una giornata di agonia, Madre Fondatrice restituì la sua anima a Dio, di notte, all’una e quindici, mentre il nuovo giorno aveva mosso i primi passi verso la luce”. Con queste parole, Suor Emerenziana Sicuro descrive il momento in cui Madre Miradio della Provvidenza, fondatrice delle Povere Figlie di Sant’Antonio – oggi Religiose Francescane di Sant’Antonio – si spense serenamente il 15 dicembre 1926 nel convento di via Lungo Ponte, a Secondigliano.

A vegliarla fino all’ultimo respiro fu Padre Natalino Russo, Missionario dei Sacri Cuori e rettore del Santuario dell’Addolorata, che le amministrò l’estrema unzione e recitò le preghiere al suo capezzale.

La storia di Madre Miradio si intreccia profondamente con quella del quartiere. Nel 1919, grazie al permesso del cardinale Prisco, volle edificare in un vicolo di Secondigliano una nuova casa destinata ad accogliere le suore e ospitare una scuola e laboratori per i bambini. La risposta della comunità fu immediata e commovente: nonostante le difficoltà economiche, le famiglie accorsero numerose, portando i propri figli in un luogo che divenne presto un punto di riferimento educativo e spirituale.

Le rette, simboliche, non bastavano a coprire le spese e l’affitto minacciava di mettere in crisi l’intera opera. Ma Madre Miradio non si arrese: ordinò alle suore di recitare una tredicina di Sant’Antonio. All’ottavo giorno, quasi come risposta provvidenziale, una donna – in procinto di emigrare – mise in vendita il suo appartamento a un prezzo accessibile.

Madre Miradio, vedendo in quell’occasione un segno divino, acquistò la casa con l’aiuto della comunità. La proprietaria, anch’essa devota di Sant’Antonio, comprese il valore spirituale dell’iniziativa e ridusse ulteriormente il prezzo.

Fu così che nacque la nuova sede delle suore di Secondigliano, dove la formazione religiosa e l’istruzione dei bambini continuarono a crescere insieme. Dopo sette anni, Madre Miradio lasciò questo mondo, ma la sua opera rimase viva: un’eredità di fede, amore e dedizione che continua ancora oggi a illuminare la storia del quartiere.

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