Polemica De Giovanni-Salerno: il grave precedente del libro di Quagliariello

Prosegue la polemica a distanza scoppiata in seguito ad un’intervista dello scrittore Maurizio De Giovanni sugli schermi di Canale8  facebook.com/reel/25887092804232795/. L’autore del fortunatissimo “I bastardi di Pizzofalcone” aveva affermato di non presentare più i suoi libri a Salerno in seguito ad offese razziste sentite allo stadio Arechi durante una partita tra i granata e la Roma. “Succede da tre anni perché dissi che era scandaloso sentire quelle offese congiunte, quei cori sui cani e sul Vesuvio, in uno stadio che si trova a 50 chilometri da Napoli”, ha detto De Giovanni. “Finché non sento qualcuno delle autorità che prende le distanza da questo modo di fare io non ci vado più”, ha aggiunto lo scrittore.

L’intervista ha scatenato una bufera sui social e sono tanti i salernitani che, con modi più o meno educati, contestano quanto detto dallo scrittore o lo criticano per presunta ipocrisia: “Non dovrebbe presentare i suoi libri in mezza Italia visti i cori contro i napoletani praticamente in tutti gli stadi”, si legge nei commenti più frequenti.

Al di là degli schieramenti, c’è un episodio a favore delle tesi di Maurizio De Giovanni, datato giugno 2023, poche settimane dopo la conquista del terzo Scudetto da parte del Napoli nonostante il famoso gol di Dia al Maradona. Riguarda l’annullamento della presentazione del libro “Scusa papà, ma io tifo Napoli” dell’ex senatore Gaetano Quagliariello.
L’evento, in programma presso la Pinacoteca Provinciale di Salerno alla presenza dello scrittore Amleto De Silva, fu annullato in seguito ad un post di un esponente politico salernitano che invitava a valutare i rischi per una manifestazione che avrebbe potuto sembrare provocatoria nei confronti degli ambienti del tifo granata.
Scoppiò una gigantesca polemica e furono alcuni sostenitori dell’esponente politico a criticarlo aspramente accusandolo di voler prendere voti alimentando conflitti e rivalità. Il giornalista salernitano Massimiliano Amato, noto tifoso partenopeo, parlà addirittura di “metodi fascistoidi” e di “opera di incitamento alla violenza”.
Solo poche settimane prima Maurizio De Giovanni aveva a sua a volta annullato la presnetazione del suo libro, replica di quanto accaduto un anno prima.

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