Sei persone in carcere e sette agli arresti domiciliari nell’ambito di un’indagine sul traffico di sostanze stupefacenti riconducibile al clan Contini, ritenuto attivo nell’area orientale di Napoli sotto l’influenza dell’Alleanza di Secondigliano. L’ordinanza di custodia cautelare è stata eseguita nella mattinata del 15 aprile dai carabinieri della Compagnia di Napoli Poggioreale su disposizione del gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia.
L’indagine, coordinata dalla Dda e condotta tra il 2022 e il 2023, ha preso avvio da una perquisizione eseguita nei confronti di uno storico affiliato al clan. In quella circostanza i militari hanno sequestrato diversi manoscritti con riferimenti ad attività criminali, in particolare al traffico di droga, ritenuti utili a ricostruire l’organizzazione e i suoi ruoli.
Gli accertamenti successivi, sviluppati attraverso attività tecniche e dinamiche, hanno consentito agli investigatori di delineare quella che viene ritenuta una struttura organizzata e stabile, dedita al traffico di cocaina e marijuana. Secondo l’impostazione accusatoria, ai vertici del gruppo sarebbero emerse figure vicine al clan con compiti distinti tra promotori, procacciatori, corrieri e destinatari della droga destinata allo smercio al dettaglio. Alle donne, invece, sarebbe stato affidato il compito di custodire e occultare la sostanza stupefacente.
Nel corso delle indagini sono state inoltre individuate due piazze di spaccio autonome ma ritenute riconducibili allo stesso gruppo criminale. Una sarebbe stata specializzata nella cocaina, l’altra nella marijuana, con un raggio d’azione che avrebbe interessato diversi quartieri cittadini, tra cui San Carlo all’Arena, Vasto, Arenaccia, Poggioreale, Mercato e Rione Amicizia.
Uno degli aspetti centrali emersi nell’inchiesta riguarda il sistema di distribuzione, definito dagli inquirenti “dinamico”. La droga, secondo quanto ricostruito, veniva consegnata direttamente ai clienti su richiesta, attraverso utenze dedicate e con un servizio di delivery assicurato da pusher in motorino. Le consegne sarebbero avvenute durante tutto l’arco della giornata, con turni organizzati e compensi giornalieri per gli addetti.
Per la Procura di Napoli gli elementi raccolti hanno delineato gravi indizi, a vario titolo, in relazione all’associazione di tipo mafioso finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Resta fermo che il provvedimento cautelare è stato emesso nella fase delle indagini preliminari, che contro l’ordinanza sono ammessi mezzi di impugnazione e che gli indagati sono presunti innocenti fino a sentenza definitiva.
