Arriva dalla periferia nordorientale di Milano una comune storia di vecchio calcio e di molte zampe. Le zampe sono quelle dei tantissimi “ospiti” di quattro colonie feline di Milano, la più nota delle quali si trova nel parco Sandra e Raimondo Vianello, tra i quartieri Precotto e Adriano.
I protagonisti di questa storia sono i numerosi gatti della colonia felina e soprattutto quelli che quotidianamente se ne occupano: Gabriella che riceve e convoglia il cibo donato da tanti abitanti della zona, Massimo e Daniela che sacrificano il loro tempo (Natale, Pasqua e Ferragosto compresi) per dedicarsi ai mici del parco ai quali portano cibo, apparecchiando e sparecchiando tutti i giorni intorno alle 13.00. Il co-protagonista della storia è Dario De Simone, napoletano da anni emigrato a Milano dove vive nel quartiere Precotto.
Un passato da giornalista in varie radio e tv campane, De Simone lavora da anni presso Aci Mobility, agenzia di comunicazione dell’Automobile Club Italia. “Ho scoperto la colonia felina andando a correre nel parco nel 2021 – spiega – e la presenza di tanti gatti mi ha incuriosito. Poi nel corso degli anni ho conosciuto da lontano Daniela e Massimo anche grazie ad una pagina Facebook molto seguita”. De Simone da anni è abbonato in Curva A allo stadio Maradona ma non riesce a seguire sempre le tante partite di campionato e coppa; come tanti altri cede una parte dei titoli di ingresso allo stadio. “Nell’anno dello Scudetto ne ho regalati alcuni perché penso che sulla passione non si possa lucrare – racconta – poi un giorno un acquirente mi ha detto che non avrebbe accettato di riceverlo gratis; chiesi di fare una donazione ad un’associazione che si occupava degli animali. Poi all’inizio di questo campionato ero a correre nel parco e mi è venuta l’idea: comprare cibo con il ricavato delle cessioni di biglietti”. E così in pochi mesi per 7 volte il tagliando derivante da abbonamento è stato ceduto ad amici e colleghi tra i quali, pur restando nell’anonimato, ci sono noti giornalisti in forza ad importanti testate. “Ho sempre chiesto 20 euro, a volte meno – racconta De Simone – mentre mi amareggia vedere che ogni settimana c’è gente che vende i biglietti addirittura a prezzi superiori a quelli di listino, oltre 45 o 50 euro per una Curva. A me fa solo piacere di permettere a qualcuno di andare allo stadio a sostenere il Napoli al mio posto visto che a 700 chilometri di distanza e in un calcio moderno con date assurde non è facile essere sempre presenti”.
E’ una bella storia soprattutto in un anno di grandi tensioni sportive tra Milano e Napoli visto che lo Scudetto è da anni una cosa privata tra le due città: “Ormai per il sesto anno consecutivo si festeggia in Duomo – racconta Dario – Il nostro quartiere, di tradizione operaia e con tanti immigrati soprattutto pugliesi, è molto milanista ma ci sono anche tanti interisti e ora tantissimi napoletani che si sono trasferiti nell’ultimo decennio. Vado a correre quasi sempre con la maglia o la felpa del Napoli: Milano è una città cosmopolita e molto tollerante, ci si sfotte ma poi il più delle volte finisce lì anche quando lo scorso anno glielo abbia scippato in un modo godurioso per noi ma pesante da accettare per loro”. Alcune delle persone che hanno acquistato il biglietto hanno accettato di inviare una foto dal Maradona; De Simone l’ha postata su Facebook ed è stato un successo. “Sono tantissime le persone che hanno commentato i post plaudendo all’iniziativa – racconta il giornalista – a testimonianza del grande amore per gli animali e dello sdegno nei confronti di chi invece lucra sulla passione della gente”. E nella prossima stagione cosa accadrà? “Rinnoverò l’abbonamento in Curva A con mio fratello – assicura Dario – e continuerò a cedere i biglietti con le stesse modalità. Sto anche valutando di aprire un gruppo Telegram per coinvolgere altre persone che possano cederli alle stesse condizioni e con lo stesso scopo. Ma ritengo che in un prossimo futuro dovrà essere il Calcio Napoli ad operare come altre società gestendo in modo limpido la rivendita dei biglietti e magari prevedendo di devolvere parte degli introiti a nobili scopi: sarebbe un bel segnale per tutti”.
