Municipalita’ 7, l’assessore Grazioso: “No a strumentalizzazioni e falsità sui fondi per il verde ERP”



Giuseppe Grazioso, assessore al Verde della Municipalità 7, interviene nel dibattito politico nato attorno ai fondi destinati alla manutenzione del verde pubblico, contestando quelle che definisce «strumentalizzazioni» sulla reale destinazione degli 850mila euro  annunciati nei giorni scorsi.

Secondo Grazioso, le risorse non sono destinate alla manutenzione dell’intero patrimonio verde cittadino, ma esclusivamente agli interventi nelle aree ERP (Edilizia Residenziale Pubblica) presenti nella Municipalità 7 e negli altri quartieri di Napoli interessati da questo patrimonio. L’assessore sottolinea che si tratta di fondi reperiti con carattere d’urgenza per affrontare situazioni considerate prioritarie e che richiedevano interventi immediati.

«È necessario ristabilire la verità dei fatti e fare chiarezza su una vicenda che viene utilizzata per alimentare polemiche e disinformazione anziché contribuire alla soluzione dei problemi del territorio», afferma Grazioso, evidenziando come le risorse siano il risultato del lavoro svolto dall’amministrazione comunale e delle sollecitazioni portate avanti dai consiglieri municipali di maggioranza.

L’assessore critica inoltre chi, a suo avviso, starebbe diffondendo informazioni non corrette sulla natura del finanziamento, sostenendo che il ruolo delle istituzioni dovrebbe essere quello di informare correttamente i cittadini e contribuire alla ricerca di soluzioni concrete.

Nel suo intervento, Grazioso ribadisce che il piano relativo al verde ERP rappresenta una risposta immediata a criticità presenti da tempo sul territorio, mentre parallelamente prosegue il lavoro per individuare ulteriori risorse da destinare a una programmazione più ampia e strutturata della manutenzione del verde pubblico.

«Noi continueremo a lavorare con senso delle istituzioni e responsabilità, concentrandoci sui fatti e sugli interventi concreti, perché i cittadini hanno bisogno di risultati e non di campagne di disinformazione», conclude Grazioso.

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