L’ultimo saluto a Lorenzo Spasiano. Don Salvatore Cinque: “Miano cambi mentalità, basta violenza”

Una chiesa gremita, il silenzio rotto soltanto dalle lacrime e dalla preghiera. L’intera comunità di Miano si è stretta questa mattina attorno alla famiglia di Lorenzo Spasiano, il giovane ucciso nei giorni scorsi, durante i funerali celebrati nella chiesa dei Santi Alfonso e Gerardo.

A presiedere la celebrazione è stato il parroco don Salvatore Cinque, affiancata dal decano don Alessandro Gargiulo e da altri sacerdoti del decanato, che ha letto il messaggio inviato dall’Arcivescovo di Napoli, il cardinale Domenico Battaglia, impossibilitato a partecipare perché impegnato per il Concistoro.

Il cardinale ha espresso la propria vicinanza alla famiglia Spasiano e all’intera comunità: “Avrei voluto essere lì con voi. È un’assenza che vivo con sofferenza, perché quando una comunità piange uno dei suoi figli nessun pastore vorrebbe essere lontano. In questi giorni ho portato con me il volto di Lorenzo, la sua storia spezzata dalla violenza e il dolore della sua famiglia.”

Parole lette dopo un’omelia intensa, nella quale don Salvatore ha ricordato il legame profondo tra Lorenzo e la parrocchia. “Lorenzo era uno dei nostri ragazzi”, ha detto il sacerdote. “Ha frequentato il catechismo, ha ricevuto la Prima Comunione e continuava a gravitare intorno alla comunità insieme ai suoi amici. Quasi ogni giorno lo incontravo e mi salutava sempre con quell’educazione che mamma Nina e papà Salvatore hanno saputo trasmettere ai loro figli.”

Il parroco ha ricordato una famiglia sempre presente nella vita della comunità e ha descritto Lorenzo come un ragazzo vivace, cresciuto in un quartiere difficile ma educato, onesto e lavoratore. Con grande commozione ha poi ripercorso gli ultimi istanti vissuti dalla famiglia. “La mamma, mentre era in cucina, ha sentito nel cuore il grido del figlio. Da quel momento il suo cuore è stato attraversato dal fuoco del dolore. Il padre lo ha soccorso stringendolo tra le braccia, bagnandosi del suo stesso sangue fino a sentirne spegnersi la vita.”

Don Salvatore ha parlato del “sangue innocente” di Lorenzo, ricordando come troppe volte le strade di Miano siano state segnate dalla violenza. Rivolgendosi direttamente al giovane scomparso, ha pronunciato alcune delle parole più toccanti della celebrazione.

“Lorenzo, tu sei vivo. Il corpo muore, ma l’anima vive. Hai incontrato Gesù, che è Risurrezione e Vita. Ti immagino già tra le stelle.” Il sacerdote ha quindi rivolto un messaggio di speranza ai genitori. “Alla mamma Nina dico: continua a vivere. Vivi per tuo marito, per i tuoi figli e per tutti quei giovani che possono ancora cambiare strada.”

L’omelia è poi diventata un forte appello rivolto all’intero quartiere. “Se volete davvero onorare Lorenzo, non basta uno striscione o una maglietta con la sua foto. Bisogna cambiare mentalità.” Don Salvatore ha ripetuto con forza: “Basta. Basta con questa mentalità.” “Vogliamo una Miano fatta di cultura, sport, musica e scuole. Restituiteci i campi abbandonati di via Ianfolla. Ricostruiamo gli spazi educativi. Portiamo dignità ai tanti giovani che vogliono riscattarsi.”

Parole nette anche contro la criminalità. “Miano non è camorra. Miano è fatta di gente onesta che ogni giorno fa sacrifici per andare avanti.”

Infine, un messaggio rivolto anche a chi ha impugnato l’arma.“A te che ti sei armato di odio e cattiveria dico: convertiti e costituisciti. Anche tu puoi cambiare vita ed espiare le tue colpe.”

La celebrazione si è conclusa con un lungo applauso, mentre l’intera comunità ha accompagnato Lorenzo nel suo ultimo viaggio.

Una mattinata di dolore, ma anche un momento che ha lanciato un messaggio chiaro: trasformare una tragedia in un’occasione di rinascita per Miano, affinché il sacrificio di Lorenzo non resti soltanto il ricordo di una giovane vita spezzata, ma diventi il punto di partenza di un cambiamento culturale e sociale che il quartiere attende da troppo tempo.

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