Il 4 gennaio 1923 rappresenta una data di profondo dolore per Secondigliano. Nelle prime ore del mattino si diffuse la notizia della morte di Monsignor Cosimo Stornaiuolo, avvenuta il giorno precedente, 3 gennaio, alle ore 16:40 nel Palazzo Vaticano. La scomparsa del prelato suscitò un’ondata di commozione in tutto il quartiere che gli aveva dato i natali settantatré anni prima.
Nato a Secondigliano, Monsignor Cosimo Stornaiuolo si distinse fin da giovane per le sue straordinarie doti intellettuali. Dopo aver completato gli studi presso il Seminario di Napoli, fu ordinato sacerdote all’età di appena 22 anni. Trasferitosi successivamente a Roma, insegnò lingue classiche al Liceo Umberto I e, grazie alla sua eccezionale conoscenza del greco e delle lingue antiche, entrò a far parte della prestigiosa Biblioteca Vaticana.
La sua competenza negli studi storici, archeologici e filologici gli valse importanti riconoscimenti ecclesiastici. Fu nominato canonico della Basilica di Santa Maria Maggiore e, successivamente, della Basilica di San Pietro per volontà di Papa Pio X. La sua produzione scientifica, ricca di pubblicazioni, contribuì ad accrescere il prestigio del suo nome negli ambienti culturali italiani.
Ma a rendere ancora più grande la figura di Stornaiuolo fu soprattutto la sua umiltà. Seguendo l’esempio di San Francesco d’Assisi, rinunciò ai propri beni materiali distribuendoli ai poveri e ai familiari. Rifiutò perfino la porpora cardinalizia, scegliendo una vita di servizio e di semplicità. Godette della profonda stima del Cardinale Mariano Rampolla del Tindaro, che lo volle come Bibliotecario Vaticano.
Negli ultimi anni di vita fu colpito da gravi patologie cardiache e da un’intossicazione viscerale. Assistito con affetto dai nipoti, si spense nel Palazzo Vaticano. La sua salma fu poi tumulata nella cappella gentilizia della famiglia.
L’importanza della sua figura trovò ampio risalto anche sulla stampa nazionale. Il 19 gennaio 1923, Il Giornale d’Italia gli dedicò un’intera pagina, esaltandone le eccezionali qualità culturali, morali e umane.
A oltre un secolo dalla sua scomparsa, Monsignor Cosimo Stornaiuolo continua a rappresentare uno dei personaggi più illustri della storia di Secondigliano. Il quartiere ne custodisce ancora oggi la memoria dedicandogli una delle sue principali arterie: via Canonico Stornaiuolo, strada che corre parallelamente, in un tratto, a corso Secondigliano e costeggia il Rione Kennedy. Una testimonianza concreta dell’eredità lasciata da un uomo che seppe coniugare cultura, fede e straordinaria umiltà.
