La comunità parrocchiale dell’Immacolata a Capodichino piange la scomparsa del diacono 𝗚𝗮𝗲𝘁𝗮𝗻𝗼 𝗠𝗮𝗿𝗶𝗻𝗼, per oltre quarant’anni presenza costante e autentico pilastro della vita della parrocchia.
Una presenza discreta, mai invadente, ma sempre attenta alle persone e alle loro necessità. Il suo lungo ministero diaconale è stato caratterizzato dal servizio, dalla vicinanza agli ammalati, dallo studio e da una profonda attenzione alla memoria religiosa del territorio.
Originario di Casavatore, Marino aveva legato gran parte della propria vita e del proprio ministero alla comunità di Capodichino, dove nel corso di oltre quattro decenni è diventato un punto di riferimento per sacerdoti, collaboratori parrocchiali e fedeli.
Particolarmente significativo fu il suo impegno nella pastorale della salute, ambito nel quale aveva approfondito la propria formazione presso il Camillianum. Alla dimensione concreta del servizio affiancava quella dello studio e della riflessione. Aveva infatti collaborato con la rivista “Il Diaconato in Italia” e dedicato attenzione alla ricerca sulle figure di sacerdoti e santi legati alla Chiesa e al territorio.
Negli ultimi anni la malattia aveva inevitabilmente limitato quella presenza attiva che per tanto tempo aveva caratterizzato le sue giornate. Non era però venuto meno il legame con la comunità e con quel ministero che aveva scelto di vivere nella forma del servizio.
A ricordarlo con parole particolarmente intense è 𝗺𝗼𝗻𝘀𝗶𝗴𝗻𝗼𝗿 𝗗𝗼𝗿𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗩𝗶𝗻𝗰𝗲𝗻𝘇𝗼 𝗗𝗲 𝗟𝘂𝗰𝗮, già parroco dell’Immacolata a Capodichino, che nel suo messaggio ripercorre non soltanto il ministero di Marino, ma anche il profondo rapporto umano e spirituale che li ha uniti.
«Il diaconato che hai vissuto per oltre quarant’anni a Capodichino non è mai stato un grado intermedio, una tappa verso qualcos’altro: è stato la tua statura piena», scrive monsignor De Luca, ricordandolo come l’uomo della mensa e della carità, capace di portare la propria vocazione «dentro la carne ferita degli uomini».
Un servizio che aveva trovato proprio nella vicinanza ai malati una delle sue espressioni più profonde. De Luca sottolinea come, negli ultimi anni, Marino si sia trovato personalmente ad attraversare quella sofferenza nella quale per una vita aveva accompagnato gli altri.
«Chi ti ha visto così non ha visto un ministero interrotto, ma un ministero trasfigurato», scrive l’ex parroco, ricordando come la malattia abbia trasformato il servizio attivo in una testimonianza silenziosa.
Ma è soprattutto una caratteristica umana a emergere dal ricordo: la mitezza. «Di te resta soprattutto la mitezza», sottolinea monsignor De Luca, definendola quella capacità di farsi da parte e di non cercare se stessi che rappresenta «la forma più alta di autorità spirituale».
Profondamente personale è anche il passaggio nel quale De Luca racconta il rapporto costruito negli anni con il diacono: «Nell’ordine naturale delle cose avrei potuto essere per te un figlio; tu invece mi hai sempre guardato e trattato come un padre, con quella gratuità che non chiede nulla in cambio se non di vedere l’altro crescere».
Parole che restituiscono il ritratto di un uomo che ha attraversato decenni di vita parrocchiale senza cercare protagonismo, diventando proprio attraverso la continuità, la disponibilità e la discrezione uno dei pilastri della comunità dell’Immacolata.
Il pensiero di monsignor De Luca va infine a 𝗖𝗵𝗶𝗮𝗿𝗮, ai figli e ai nipoti di Gaetano Marino, che gli sono stati accanto soprattutto durante gli anni più difficili della malattia.
«Ora Gaetano cammina verso la pienezza di quella mensa che ha servito ogni giorno», conclude De Luca, affidando alla fede il significato dell’ultimo saluto.
Le esequie del diacono 𝗚𝗮𝗲𝘁𝗮𝗻𝗼 𝗠𝗮𝗿𝗶𝗻𝗼 saranno celebrate giovedì 13 agosto alle ore 10.30 nella parrocchia di San Giovanni Battista a Casavatore, la terra nella quale era nato e alla quale era rimasto legato.
