Secondigliano e lโ€™antica arte della seta: telai, gelsi e commerci nel mondo

Prima di diventare parte della grande periferia urbana di Napoli, ๐—ฆ๐—ฒ๐—ฐ๐—ผ๐—ป๐—ฑ๐—ถ๐—ด๐—น๐—ถ๐—ฎ๐—ป๐—ผ ๐—ณ๐˜‚ ๐—ฎ๐—ป๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐˜๐—ฒ๐—ฟ๐—ฟ๐—ฎ ๐—ฑ๐—ถ ๐—ฎ๐—ด๐—ฟ๐—ถ๐—ฐ๐—ผ๐—น๐˜๐—ผ๐—ฟ๐—ถ, ๐—ฎ๐—ฟ๐˜๐—ถ๐—ด๐—ถ๐—ฎ๐—ป๐—ถ, ๐˜๐—ฒ๐˜€๐˜€๐—ถ๐˜๐—ผ๐—ฟ๐—ถ ๐—ฒ ๐—ฐ๐—ผ๐—บ๐—บ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฐ๐—ถ๐—ฎ๐—ป๐˜๐—ถ. Una pagina poco conosciuta della sua storia emerge dal volume Secondigliano da documenti inediti di Salvatore Loffredo, che attraverso le fonti dโ€™archivio ricostruisce aspetti preziosi della vita economica e sociale dellโ€™antico Casale.

Nelle pagine dedicate ai ๐—ง๐—ฒ๐˜€๐˜€๐—ถ๐˜๐—ผ๐—ฟ๐—ถ ๐—ฑ๐—ถ ๐˜€๐—ฒ๐˜๐—ฎ, Loffredo descrive un territorio profondamente diverso da quello odierno. Tra San Pietro a Patierno, Miano, Piscinola, Melito, Arzano e Casavatore si estendevano campagne coltivate e alberate. Una lunga strada proveniente da Capodichino attraversava la Scampia dellโ€™epoca e proseguiva fino a Melito.

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In queste campagne erano presenti numerosi gelsi, indispensabili per lโ€™allevamento dei bachi da seta. Loffredo riporta un documento dellโ€™Archivio Storico Diocesano di Napoli relativo alla masseria di Capodichino: allโ€™inizio dellโ€™Ottocento, in una proprietร  di 70 moggia, vennero censiti ๐—ฏ๐—ฒ๐—ป ๐Ÿญ๐Ÿต๐Ÿฒ ๐—ฎ๐—น๐—ฏ๐—ฒ๐—ฟ๐—ถ ๐—ฑ๐—ถ ๐—ด๐—ฒ๐—น๐˜€๐—ผ.

La produzione non rappresentava unโ€™attivitร  marginale. Citando Giuseppe Maria Galanti, Loffredo ricorda che i Casali di Napoli arrivavano a produrre 30.000 libbre di seta, considerata di ottima qualitร  e particolarmente ricercata.

Secondigliano partecipava pienamente a questa economia: ๐˜€๐—ถ ๐—ฐ๐—ผ๐—น๐˜๐—ถ๐˜ƒ๐—ฎ๐˜ƒ๐—ฎ๐—ป๐—ผ ๐—ถ ๐—ด๐—ฒ๐—น๐˜€๐—ถ, ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฎ๐—ป๐—ผ ๐—ฝ๐—ฟ๐—ฒ๐˜€๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ถ ๐—ป๐˜‚๐—บ๐—ฒ๐—ฟ๐—ผ๐˜€๐—ถ ๐˜๐—ฒ๐—น๐—ฎ๐—ถ ๐—ฒ ๐—น๐—ฎ๐˜ƒ๐—ผ๐—ฟ๐—ฎ๐˜๐—ผ๐—ฟ๐—ถ ๐˜€๐—ฝ๐—ฒ๐—ฐ๐—ถ๐—ฎ๐—น๐—ถ๐˜‡๐˜‡๐—ฎ๐˜๐—ถ ๐—ป๐—ฒ๐—น๐—น๐—ฎ ๐—ฝ๐—ฟ๐—ผ๐—ฑ๐˜‚๐˜‡๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ฒ ๐—ฑ๐—ฒ๐—ถ ๐—ฑ๐—ฟ๐—ฎ๐—ฝ๐—ฝ๐—ถ ๐—ฑ๐—ถ ๐˜€๐—ฒ๐˜๐—ฎ.

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Particolarmente interessante รจ una testimonianza del 1741, proveniente dalla Santa Visita del cardinale Spinelli. Il documento racconta che alcuni tessitori, anche nei giorni festivi, praticavano la cosiddetta ยซvigliataยป: prima che facesse giorno si mettevano al telaio e lavoravano per alcune ore.

La pratica attirรฒ lโ€™attenzione del parroco perchรฉ poteva comportare lโ€™assenza dei lavoratori dalla celebrazione della Messa.

รˆ un particolare apparentemente piccolo, ma capace di restituirci unโ€™immagine straordinariamente concreta della vita quotidiana dellโ€™antico Casale: ๐˜๐—ฒ๐—น๐—ฎ๐—ถ ๐—ด๐—ถ๐—ฎฬ€ ๐—ถ๐—ป ๐—ณ๐˜‚๐—ป๐˜‡๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ฒ ๐—พ๐˜‚๐—ฎ๐—ป๐—ฑ๐—ผ ๐—ฆ๐—ฒ๐—ฐ๐—ผ๐—ป๐—ฑ๐—ถ๐—ด๐—น๐—ถ๐—ฎ๐—ป๐—ผ ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฎ ๐—ฎ๐—ป๐—ฐ๐—ผ๐—ฟ๐—ฎ ๐—ถ๐—บ๐—บ๐—ฒ๐—ฟ๐˜€๐—ฎ ๐—ป๐—ฒ๐—น ๐—ฏ๐˜‚๐—ถ๐—ผ ๐—ฑ๐—ฒ๐—น๐—นโ€™๐—ฎ๐—น๐—ฏ๐—ฎ.

Anche le donne avevano un ruolo importante. Una relazione riportata da Loffredo racconta di donne che contribuivano al sostentamento delle proprie case attraverso il cucito, la lavorazione della seta e la tessitura di lino e biancheria.

๐——๐—ฎ ๐—ฆ๐—ฒ๐—ฐ๐—ผ๐—ป๐—ฑ๐—ถ๐—ด๐—น๐—ถ๐—ฎ๐—ป๐—ผ ๐—ฎ๐—ถ ๐—บ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฐ๐—ฎ๐˜๐—ถ ๐—ฑ๐—ฒ๐—น ๐—บ๐—ผ๐—ป๐—ฑ๐—ผ

Secondigliano non produceva soltanto. Loffredo collega questa tradizione a unโ€™altra caratteristica che avrebbe accompagnato a lungo la storia locale: ๐—น๐—ฎ ๐˜ƒ๐—ผ๐—ฐ๐—ฎ๐˜‡๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ฒ ๐—ฐ๐—ผ๐—บ๐—บ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฐ๐—ถ๐—ฎ๐—น๐—ฒ ๐—ฑ๐—ฒ๐—ถ ๐˜€๐—ฒ๐—ฐ๐—ผ๐—ป๐—ฑ๐—ถ๐—ด๐—น๐—ถ๐—ฎ๐—ป๐—ฒ๐˜€๐—ถ.

Lโ€™autore scrive infatti che il senso del commercio sarebbe rimasto nellโ€™animo dei secondiglianesi, capaci nel tempo di girare il mondo vendendo tele e stoffe. Gli antenati dovevano anche saper distinguere e presentare i drappi di seta prodotti dai propri parenti e compaesani.

Le fonti riportate nel volume descrivono inoltre la seta napoletana come una manifattura destinata a mercati molto lontani, fino ai territori americani appartenenti alla monarchia spagnola.

๐—จ๐—ป ๐—น๐—ฒ๐—ด๐—ฎ๐—บ๐—ฒ ๐—ฐ๐—ผ๐—ป ๐˜€๐—ฎ๐—ป ๐—š๐—ฎ๐—ฒ๐˜๐—ฎ๐—ป๐—ผ ๐—˜๐—ฟ๐—ฟ๐—ถ๐—ฐ๐—ผ

Cโ€™รจ anche un particolare che lega questa storia direttamente a una delle famiglie piรน conosciute di Secondigliano. Loffredo ricorda che ๐— ๐—ฎ๐—ฟ๐—ถ๐—ฎ ๐— ๐—ฎ๐—ฟ๐˜€๐—ฒ๐—ด๐—น๐—ถ๐—ฎ, ๐—บ๐—ฎ๐—ฑ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ฑ๐—ถ ๐˜€๐—ฎ๐—ป ๐—š๐—ฎ๐—ฒ๐˜๐—ฎ๐—ป๐—ผ ๐—˜๐—ฟ๐—ฟ๐—ถ๐—ฐ๐—ผ, ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฎ ๐˜๐—ฒ๐˜€๐˜€๐—ถ๐˜๐—ฟ๐—ถ๐—ฐ๐—ฒ ๐—ฑ๐—ถ ๐—ณ๐—ฒ๐—น๐—ฝ๐—ฒ.

Una testimonianza che mostra quanto lโ€™attivitร  tessile fosse radicata anche nella quotidianitร  delle famiglie del Casale.

๐—จ๐—ป๐—ฎ ๐—ฆ๐—ฒ๐—ฐ๐—ผ๐—ป๐—ฑ๐—ถ๐—ด๐—น๐—ถ๐—ฎ๐—ป๐—ผ ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—ผ๐—ด๐—ด๐—ถ ๐—ฒฬ€ ๐—ฑ๐—ถ๐—ณ๐—ณ๐—ถ๐—ฐ๐—ถ๐—น๐—ฒ ๐—ถ๐—บ๐—บ๐—ฎ๐—ด๐—ถ๐—ป๐—ฎ๐—ฟ๐—ฒ

Ancora agli inizi dellโ€™Ottocento, scrive Loffredo, a Secondigliano era presente questa industria di ยซogni sorte di drappi di setaยป. Poi quella realtร  produttiva sarebbe progressivamente scomparsa.

Restano, perรฒ, i documenti. E attraverso quelle carte riappare una Secondigliano lontanissima dallโ€™attuale paesaggio urbano: ๐—ฐ๐—ฎ๐—บ๐—ฝ๐—ฎ๐—ด๐—ป๐—ฒ ๐—ฐ๐—ผ๐—ฝ๐—ฒ๐—ฟ๐˜๐—ฒ ๐—ฑ๐—ถ ๐—ด๐—ฒ๐—น๐˜€๐—ถ, ๐—ฐ๐—ฎ๐˜€๐—ฒ ๐—ป๐—ฒ๐—น๐—น๐—ฒ ๐—พ๐˜‚๐—ฎ๐—น๐—ถ ๐—น๐—ฎ๐˜ƒ๐—ผ๐—ฟ๐—ฎ๐˜ƒ๐—ฎ๐—ป๐—ผ ๐—ถ ๐˜๐—ฒ๐—น๐—ฎ๐—ถ, ๐—ฑ๐—ผ๐—ป๐—ป๐—ฒ ๐—ถ๐—บ๐—ฝ๐—ฒ๐—ด๐—ป๐—ฎ๐˜๐—ฒ ๐—ป๐—ฒ๐—น๐—น๐—ฎ ๐˜๐—ฒ๐˜€๐˜€๐—ถ๐˜๐˜‚๐—ฟ๐—ฎ ๐—ฒ ๐—ฐ๐—ผ๐—บ๐—บ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฐ๐—ถ๐—ฎ๐—ป๐˜๐—ถ ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—ฝ๐—ผ๐—ฟ๐˜๐—ฎ๐˜ƒ๐—ฎ๐—ป๐—ผ ๐˜๐—ฒ๐—น๐—ฒ ๐—ฒ ๐˜€๐˜๐—ผ๐—ณ๐—ณ๐—ฒ ๐—น๐—ผ๐—ป๐˜๐—ฎ๐—ป๐—ผ ๐—ฑ๐—ฎ๐—น ๐—–๐—ฎ๐˜€๐—ฎ๐—น๐—ฒ.

Una pagina della memoria economica e sociale del territorio che racconta quanto profonde siano le radici produttive e commerciali di Secondigliano.

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