La violenza non nasce improvvisamente a vent’anni. Spesso affonda le sue radici nell’infanzia, nei comportamenti osservati, nelle parole ascoltate e nei modelli educativi che accompagnano la crescita. È da questa consapevolezza che è partito l’incontro organizzato il 3 novembre, nella sede dell’ASD Le Ali di Scampia, dedicato alla prevenzione della violenza sulle donne e del bullismo.
A raccontare il pomeriggio, attraverso immagini in bianco e nero e una riflessione intensa, è stato Salvatore Grimaldi, il fotografo di Scampia, che ha documentato un momento di confronto lontano dalle formule delle conferenze tradizionali.
Poche persone, sedute in cerchio, accomunate dalla volontà di ascoltare e condividere esperienze. Tra loro anche alcuni giovanissimi, la cui presenza ha assunto un significato particolare rispetto al tema affrontato.
A promuovere l’iniziativa sono state Cira Celotto, punto di riferimento dell’associazione sportiva, e l’avvocata Alessia Bandieramonte.





Lo sport come occasione per riconoscere il disagio
«Piacere, sono Cira. Quella che non allena solo il corpo, ma anche la mente».
Con queste parole Cira Celotto ha spiegato il significato del proprio impegno quotidiano. La palestra, infatti, non rappresenta soltanto uno spazio dedicato all’attività fisica, ma anche un ambiente nel quale possono emergere fragilità personali, insicurezze e situazioni di sofferenza.
Dietro la decisione di iscriversi a un corso possono esserci una perdita familiare, una relazione finita, difficoltà nell’accettazione del proprio corpo o il bisogno di ritrovare fiducia in sé stessi.
Cira ha raccontato di riconoscere talvolta il disagio attraverso piccoli cambiamenti: un atteggiamento diverso, un modo insolito di vestirsi o semplicemente uno sguardo riflesso nello specchio durante l’allenamento.
La sua sensibilità nasce anche da esperienze personali segnate da bullismo, violenza psicologica, critiche e minacce.
«Ricordiamoci che anche la violenza verbale uccide», ha sottolineato, richiamando l’attenzione sulle conseguenze che parole e comportamenti possono avere sulla vita delle persone.
Da qui la volontà di creare occasioni nelle quali nessuna donna, ragazza o ragazzo debba sentirsi solo.
Un messaggio è stato rivolto anche ai genitori, invitati a superare un’educazione basata esclusivamente sui divieti e a recuperare il dialogo con i figli.
«Non siate genitori modello, imparate a essere genitori amici».
Riconoscere i primi segnali della violenza
Accanto a Cira, l’avvocata Alessia Bandieramonte ha affrontato gli aspetti psicologici e giuridici della violenza di genere, soffermandosi soprattutto sui comportamenti che spesso vengono sottovalutati nelle relazioni.
Il controllo del telefono, le osservazioni sull’abbigliamento, la gelosia presentata come dimostrazione d’amore e il progressivo isolamento dalle amicizie possono rappresentare segnali di una relazione caratterizzata da controllo e sopraffazione.
«Chi usa violenza ha bisogno di un soggetto debole davanti. E noi diventiamo molto deboli quando ci ritroviamo da sole. Per questo è fondamentale non isolarsi».
L’avvocata, arrivata professionalmente a Scampia nel 2019, ha evidenziato l’importanza delle reti di sostegno e della conoscenza degli strumenti di tutela.
Nel corso dell’incontro sono stati ricordati il numero nazionale antiviolenza e stalking 1522, gratuito e attivo 24 ore su 24, e gli spazi protetti destinati all’ascolto delle donne che intendono denunciare.
È stato affrontato anche il tema delle misure di protezione, dal divieto di avvicinamento al braccialetto elettronico, evidenziando la necessità di rendere più efficaci gli interventi e rafforzare i servizi di accoglienza.
Per le vittime dei reati previsti dalla normativa sul Codice Rosso è inoltre previsto l’accesso al patrocinio a spese dello Stato, secondo le condizioni stabilite dalla legge.
Educare al rispetto prima che sia troppo tardi
Uno degli aspetti più significativi dell’incontro è stata la presenza di alcuni ragazzi seduti accanto alle donne.
Un particolare sul quale si è soffermato Salvatore Grimaldi nel suo racconto, individuando proprio nei più giovani il punto dal quale iniziare a contrastare la violenza.
L’educazione al rispetto, all’ascolto e alla gestione delle emozioni non può essere rimandata all’età adulta. Deve cominciare nelle famiglie, nelle scuole e nei luoghi di aggregazione.
Anche il bullismo e la violenza di genere, pur essendo fenomeni differenti, possono condividere dinamiche di prevaricazione, controllo e mancato rispetto dell’altro.
«La violenza di genere è come una malattia. Va curata e, soprattutto, prevenuta», ha osservato l’avvocata Bandieramonte.
La prevenzione, tuttavia, deve accompagnarsi a strumenti capaci di garantire protezione immediata a chi subisce minacce e aggressioni.
Il racconto di Salvatore Grimaldi: il dolore in bianco e nero, il futuro a colori
Le fotografie realizzate da Salvatore Grimaldi restituiscono il clima dell’incontro: i volti delle partecipanti, gli sguardi attenti, il confronto tra le relatrici e un ambiente nel quale l’ascolto ha avuto un ruolo centrale.
Nel testo che accompagna il reportage, il fotografo propone anche un’immagine simbolica, ricordando una scena osservata alcune settimane prima ai mercatini di piazza Giovanni Paolo II.
Un bambino raccoglieva da terra dei coriandoli per offrirli, uno alla volta, a una bambina.
Un gesto semplice, scelto per rappresentare un’idea di relazione fondata sul dono anziché sul possesso.
«Il dolore l’ho fotografato in bianco e nero. Il futuro, a colori. Sta a noi farlo crescere così», scrive Grimaldi.
Una riflessione che racchiude il significato dell’iniziativa: intervenire sulle conseguenze della violenza è indispensabile, ma altrettanto importante è lavorare sulle sue cause, partendo dall’educazione delle nuove generazioni.
L’incontro promosso da Cira Celotto e dall’ASD Le Ali di Scampia, con il contributo dell’avvocata Alessia Bandieramonte, ha rappresentato un’occasione di confronto e sensibilizzazione su temi che richiedono attenzione costante, non soltanto in occasione delle ricorrenze dedicate.
Per le donne che vivono situazioni di violenza o stalking è disponibile il 1522, servizio nazionale gratuito, attivo giorno e notte, raggiungibile anche attraverso la chat sul sito www.1522.eu. In caso di pericolo immediato è necessario chiamare il 112.
