Telefoni senza segnale di fronte al carcere di Secondigliano: il consigliere Giuseppe Esposito denuncia  disservizi e chiede interventi urgenti



Da diversi mesi i residenti di via Attilio Micheluzzi, di fronte al carcere di Secondigliano, quartiere Scampia,  denunciano gravi difficoltà nell’utilizzo dei telefoni cellulari, con improvvise e prolungate interruzioni del segnale che rendono  impossibile effettuare e ricevere chiamate, anche in situazioni di emergenza.

A portare formalmente la questione all’attenzione delle istituzioni è il consigliere della Municipalità 8 𝗚𝗶𝘂𝘀𝗲𝗽𝗽𝗲 𝗘𝘀𝗽𝗼𝘀𝗶𝘁𝗼, delegato alla Valorizzazione del Territorio, che lo scorso 30 ottobre ha trasmesso una PEC alla Prefettura di Napoli, al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, al Ministero della Giustizia, alla direzione della casa circondariale di Secondigliano, all’AGCOM e a diversi uffici del Comune di Napoli.

Al centro della denuncia vi è il collegamento tra i disservizi telefonici e l’utilizzo dei dispositivi inibitori di frequenza, comunemente chiamati jammer, installati presso l’istituto penitenziario.

Secondo quanto riportato nella comunicazione, le interferenze non sarebbero limitate al perimetro del carcere, ma interesserebbero anche le abitazioni circostanti, compromettendo le comunicazioni dei cittadini.

Il consigliere 𝗘𝘀𝗽𝗼𝘀𝗶𝘁𝗼, pur riconoscendo la necessità di garantire la sicurezza all’interno della struttura penitenziaria, sottolinea come questa esigenza non debba tradursi in un disagio per le famiglie che vivono nelle immediate vicinanze.

Particolarmente delicata è la situazione delle persone anziane, dei cittadini fragili e di coloro che soffrono di patologie cardiache o croniche.

Nella denuncia viene evidenziato che alcuni dispositivi medici salvavita e sistemi di telemonitoraggio sanitario possono necessitare di una connessione alla rete mobile per trasmettere informazioni, segnalazioni e richieste di soccorso.

L’eventuale assenza di copertura potrebbe quindi rappresentare un rischio per chi dipende da questi strumenti, oltre a impedire le normali comunicazioni con familiari e servizi di emergenza.

Un altro aspetto riguarda l’impossibilità di contattare tempestivamente il Numero Unico di Emergenza 112 e gli altri servizi di soccorso in caso di malori, incendi o situazioni di pericolo.

Nella PEC vengono inoltre richiamati i diritti alla comunicazione e alla riservatezza della corrispondenza, oltre alle difficoltà che l’assenza di segnale può determinare per chi utilizza quotidianamente la rete mobile per lavorare.

Tre le richieste avanzate dal consigliere 𝗚𝗶𝘂𝘀𝗲𝗽𝗽𝗲 𝗘𝘀𝗽𝗼𝘀𝗶𝘁𝗼.

La prima riguarda un intervento urgente di ricalibrazione e schermatura tecnica dei dispositivi jammer, affinché il loro funzionamento rimanga circoscritto all’interno del perimetro penitenziario senza compromettere le aree residenziali limitrofe.

La seconda prevede un sopralluogo tecnico da parte degli organismi competenti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e dell’AGCOM, con misurazioni delle frequenze e verifiche sull’effettiva portata delle interferenze nelle abitazioni di via Attilio Micheluzzi.

La terza richiesta è rivolta al Prefetto di Napoli, affinché vengano valutati provvedimenti urgenti a tutela della sicurezza e della salute pubblica.

Nella parte conclusiva della comunicazione, 𝗘𝘀𝗽𝗼𝘀𝗶𝘁𝗼 si riserva inoltre la possibilità di rivolgersi all’autorità giudiziaria qualora non dovessero arrivare interventi tempestivi e risolutivi.

La vicenda riporta l’attenzione su una problematica particolarmente sentita dai residenti della zona, che chiedono di poter utilizzare normalmente i propri telefoni senza rinunciare alle esigenze di sicurezza dell’istituto penitenziario.

L’obiettivo è individuare una soluzione capace di conciliare la sicurezza della struttura penitenziaria con il diritto dei cittadini a comunicare, lavorare e chiedere aiuto in caso di necessità.

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