Scampia, messa in ricordo di padre Vittorio Siciliani. Il cardinale Sepe: «I vostri sacerdoti modelli esemplari»

Era il giorno della Domenica delle Palme, il 5 aprile scorso, con le chiese ancora costrette a celebrare a porte chiuse e l’impossibilità di svolgere i funerali per l’emergenza Covid, quando a 84 anni ci lasciava padre Vittorio Siciliani, per 50 anni parroco della Resurrezione, la chiesa di piazza della Libertà, nel cuore del rione Monterosa.

Punto di riferimento per le famiglie di Scampia, sempre pronto a spendersi per gli ultimi, padre Vittorio ha lasciato un immenso dolore nel territorio dove, senza mai arretrare un attimo, ha portato avanti la sua azione pastorale.

Stasera, nel rispetto delle norme anti Coronavirus, la comunità si è ritrovata a ricordare il sacerdote nel corso di una celebrazione in suo suffragio presieduta dal cardinale Crescenzio Sepe.

A tracciare un profilo biografico di padre Vittorio, l’attuale parroco don Francesco Minervino: «Figlio di un medico, secondo di sette figli, nominato parroco dal cardinale Ursi nel 1968, iniziò il suo ministero pastorale in uno scantinato. A questa chiesa, inaugurata nel 1973,   ha sempre dedicato la sua attenzione perché fosse casa di Dio e nello stesso tempo casa del popolo. Ha sostenuto la gente dopo il terremoto del 1980, ha affrontato il difficile periodo delle faide di camorra, ha combattuto le tante ingiustizie sociali di questo territorio. Per il suo instancabile impegno a servizio della Chiesa di Napoli il cardinale Sepe lo ha nominato monsignore».

Nel giorno della festa liturgica della nascita di Maria Santissima, l’arcivescovo di Napoli indica nella vita di monsignor Siciliani, «fondatore, costruttore e animatore della comunità della Resurrezione»  un modello esemplare,  discorso che estende nel ricordare il suo successore, don Franco Del Vecchio, parroco dal maggio 2017, scomparso prematuramente a 55 anni il 9 febbraio scorso e don Antonio Cecere, parroco di Santa Maria Maddalena a Scampia, venuto a mancare il 24 agosto scorso, per la cui successione Sepe ha confermato ufficialmente don Antonio Iavarone,  sacerdoti che – dice rivolgendosi ai fedeli – «avete avuto modo di conoscere e stimare». Il cardinale, su invito del parroco – decano, ha rivolto una particolare benedizione ai giovani. Un altro giovane sacerdote, don Vito Starace, è stato nominato vicario parrocchiale per la comunità di San Giuseppe Moscati, a Scampia.

Dal 30 agosto scorso, inoltre,  i resti mortali di padre Vittorio sono custoditi nella parrocchia della Resurrezione, come era suo desiderio e sulla base del decreto arcivescovile che lo concede al parroco costruttore di una chiesa.

Raffaele Sarnataro

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