Un anno fa l’Italia entrava in lockdown

Ci viene spontaneo dire “è passato un anno ma non è cambiato niente”, un anno è passato, è vero, ma non c’è nulla che sia rimasto uguale a prima. Di quaranta in quaranta cambia il nostro modo di aspettarne la fine, il nostro modo di sperare, di affrontare , di resistere, cambia il sapore della frutta e l’odore dei fiori, cambia l’aria e il mare e il sole, cambiano le amicizie e l’amore, cambiano le trasmissioni televisive, i libri da leggere, gli abiti da indossare, cambiamo noi, forse più di qualsiasi altra cosa. Tagliamo i capelli con la convinzione di poter riportare tutto al proprio posto, riorganizziamo la disposizione della camera da letto per evitare la monotonia, l’angoscia che ci lasciano quelle lenzuola, quel quadro bellissimo sopra lo specchio, sapete? Quel quadro l’ho tolto. Non so se dovessi rimetterlo, se dovessi comprarne un altro o se quella parete fosse meglio spoglia. Non so se domani posso tornare a scuola, se posso andare a misurare quella maglia che mi piace tanto, se posso vedere i miei nonni e baciargli il viso. Non so se sono libera di poter fare l’università a Roma, le vacanze in Puglia e i viaggi all’estero. Viviamo da un anno con la constante paura di non sapere, ed è un anno che continuo a tagliare i capelli e a riorganizzare la disposizione della camera da letto. Ah, ho anche preso un gatto, ed è da 17 anni che ai miei genitori chiedo di regalarmi un cane. Riesco addirittura a mangiare i legumi e la pizza non mi entusiasma più molto. Nessuno riconosce me ed io non riconosco nessuno, pensavamo fosse un periodo, alla nostra età succede spesso, un paio di settimane e poi smetti di piangere, un periodo, il tempo di calmarsi e tutto avrebbe ripreso vita, pensavamo. La primavera è la mia stagione preferita, ma credo di dover passare all’inverno , di questo passo potrei rimanere tanto delusa da odiare persino le rondini ed i fiori di pesco. La parte peggiore della storia è che non siamo più stanchi, non vogliamo tornare alla normalità, perché non sappiamo cosa sia normale, non ce lo ricordiamo, quando in un film ci sono assembramenti penso “ma cosa stanno facendo questi cretini?”, quando fuori le scuole gli attori sono senza mascherina, dimentico che quel film sia uscito 10 anni fa e che quelli siano solo attori. Sta diventando quotidianità, abitudine, perché non siamo più terrorizzati o annoiati, siamo solo senza emozioni. È l’emozione a muovere il mondo, bisogna essere emozionati per emozionare, e cosa succede se non ti emozioni? Succede che… lo sapete cosa succede, ricordarlo non fa bene a nessuno, e sono convinta che questa sia una ferita aperta per molti, perciò è l’emozione a muovere il mondo, ed il nostro è fermo già da un anno.

Arianna Iovino

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