Secondiglianesi. L’infermiere Roberto Zannini: «Fotografo l’umanità del nostro lavoro»

Fotografo per passione, infermiere per lavoro. 39 anni, Roberto Zannini, secondiglianese, riesce a coniugare ogni giorno un hobby che cura in ogni dettaglio, specializzandosi sempre di più tra studio delle tecniche e scatti, senza mai venire meno al suo dovere professionale che lo vede impegnato in uno dei reparti più difficili d’Italia, il pronto soccorso del Cardarelli.

Da sempre legato alla grande famiglia dei Missionari dei Sacri Cuori, Roberto conserva ancora emozionato i ricordi delle amicizie nate in parrocchia, l’esperienza nel gruppo ministranti guidato da Liliana Rodia, la partecipazione alle messe celebrate da padre Felice Terracciano e padre Luigi Toscano, le processioni della Madonna Addolorata.

Proprio il tradizionale rito della seconda domenica di settembre è diventato per Roberto oggetto di un interessante reportage fotografico che, appena le misure anti Covid lo consentiranno, ha già pensato di ripetere, per cogliere attraverso la fotocamera i particolari della statua realizzata dal Verzella, i volti dei fedeli, le espressioni di quella religiosità popolare così forte a Secondigliano.

«La passione per la fotografia – racconta Roberto – nasce perché mio zio Michele, fotografo per passione, faceva delle foto stupende a tutta la famiglia, io mi sono reso conto che Roberto bambino cresciuto negli anni 80 aveva foto più belle delle mie figlie che crescevano negli anni 2000, così ho comprato una macchina fotografica, pensavo fosse sufficiente, invece mi si è aperto un mondo».

Dopo un’esperienza di 9 anni, come infermiere a Bologna, Roberto torna nella sua Napoli. «Al pronto soccorso del Cardarelli ho trovato persone che lavoravano senza fermarsi un attimo con competenze che mi hanno lasciato a bocca aperta. Qui arrivano centinaia di pazienti da tutta Napoli e provincia, dalle altre province, e spesso da fuori regione».

Il presupposto alla base degli scatti che Roberto realizza, sempre nel rispetto della privacy dei pazienti e mai prima dei propri compiti, è la stima per quei colleghi diventati amici, animati dalla passione per il proprio lavoro che va oltre la marcatura del cartellino, tenendo come priorità l’umanità verso i pazienti.

«Il Covid è solo una parentesi, la vita per chi lavora al pronto soccorso era dura prima del Covid e continuerà ad esserlo dopo» aggiunge Roberto.

“Il nostro lavoro” è il nome del progetto fotografico nel quale Roberto sta raccogliendo le sue foto. La pagina Instagram dedicata è roby.zannini.mywork

Oltre l’ambiente ospedaliero, Roberto fotografa paesaggi (quelli abruzzesi tra i suoi preferiti), ma anche tramonti, le espressioni felici di familiari ed amici. Il suo sogno? «Mi piacerebbe raccontare, attraverso le foto,  le cose belle di Secondigliano, a cominciare dalla devozione dei secondiglianesi per la Madonna di San Gaetano Errico».

Luca Saulino

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