Secondiglianesi. Antonella Nocera, direttrice di un ufficio postale al Nord: «Il mio quartiere sempre nel cuore»

Lavorare ad oltre 700 chilometri dal proprio quartiere d’origine, in una realtà completamente diversa, ma portando nel cuore la terra che l’ha vista nascere e crescere, difendendola sempre dai luoghi comuni.

Antonella Nocera, 35 anni, diplomata al liceo psicopedagogico, mamma di Sara, 8 anni e mezzo e Sofia, 5 anni, residente a Spresiano, dirige l’ufficio postale di Conegliano, comune di 35mila abitanti, ai piedi delle colline del Prosecco, in provincia di Treviso.

L’infanzia di Antonella passa per gli anni ’90, quando a Secondigliano non era stata ancora appiccicata l’etichetta di periferia “gomorriana”, quando si poteva tranquillamente giocare in strada. «Ricordo – racconta – di quando giocavo con gli altri bambini sul marciapiede o nel campetto poi sparito per far spazio a dei garage, o ancora quando in bici facevamo il giro del quartiere».

Tredici anni fa l’arrivo in Veneto. «Mi è capitata l’occasione di andare via dopo aver lavorato già in Poste Italiane quindici fa con contratti a tempo indeterminato». Poi la svolta, grazie all’accordo siglato nel 2005 tra sindacati e Poste Italiane che porta definitivamente Antonella a Treviso.

Non servono le classifiche, stilate ogni anno, per evidenziare le differenze nella qualità della vita. Proprio in questi giorni Antonella ha postato su Facebook foto di mentre compie una passeggiata sulla pista ciclabile con le proprie figlie, così come le immagini di foto di famiglia, immerse in un verde curato in ogni dettaglio.

«Qui si vive bene e sono contenta del mio lavoro – sottolinea – ma non nego che mi mancano la mia famiglia, i ritmi, gli odori, i rumori del mio quartiere che porto sempre nel mio cuore, durante le mie giornate».

Se le chiedi come immagina la Secondigliano del futuro, Antonella non ha dubbi: «Sogno un quartiere a misura di bambino: più pulito, con servizi adeguati e con cittadini che abbiano più senso civico. Bisogna partire dal presupposto che Secondigliano potrà tornare a splendere soltanto se ognuno se ne prenderà cura».

Luca Saulino

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