Secondiglianesi. Roberto Mendone, manager viaggiuniversitari.it : «Da piccola agenzia a importante realtà italiana partendo dal nostro quartiere»

Prendete il concetto di agenzia di viaggi, poi ampliatelo ad una visione molto più ampia, proiettata nel futuro, con particolare attenzione al mondo dei giovani, degli studenti e degli scambi culturali. Avrete così l’idea di viaggiuniversitari.it, il tour operator di cui è product manager, Roberto Mendone, 36 anni, secondiglianese.

«Insieme a mio fratello Fabio – racconta a Periferiamonews – possiamo considerarci figli d’arte. Nostro padre Salvatore è stato agente di viaggi per tanti anni. Noi abbiamo semplicemente cercato di anticipare un po’ i tempi capendo che il ruolo dell’agenzia viaggi stava cambiando con l’avvento del digitale. Ci siamo quindi concentrati non più sulla clientela del nostro quartiere ma sul grande mercato dei giovani viaggiatori di tutta Italia, dando il massimo per creare un prodotto davvero adatto alle loro esigenze».

La Secondigliano dell’infanzia e dell’adolescenza di Roberto passa per alcuni luoghi di formazione e aggregazione che ricorda come se fosse ieri: il cortile dell’istituto Sacri Cuori, le inossidabili amicizie nate alla Giovanni Paolo II, le partite e gli allenamenti di basket al CSS, le passeggiate sul Corso e le attese per la pizzetta da Carminiello.

Roberto è un pioniere nel suo settore. La sua agenzia in via Monte San Michele, quello che poteva sembrare un anonimo negozietto, è diventata nel giro di pochi anni una delle realtà più importanti in Italia in materia di viaggi ed eventi per giovani ed universitari.

Dai luoghi del cuore al grande progetto di viaggiuniversitari.it: un sogno che si realizza. «Abbiamo puntato tutto sul digitale: il nostro ufficio a due passi da casa, nel quartiere in cui siamo nati, che in realtà aveva “vetrine” sempre in bella mostra su Google, Facebook, Instagram. Al momento siamo in un nuovo ufficio che si trova sempre a Secondigliano, non su strada in quanto non facciamo più vendita al pubblico.  Il secondo invece si trova sul Corso Secondigliano, di fronte a quello che fu Banco di Roma. All’ultimo piano di quel palazzo – racconta ancora Roberto – praticamente mi sono laureato ed ho lanciato (forse in maniera un po’ troppo scaramantica) quasi tutti i miei progetti: nei pochi momenti di pausa mi affacciavo e riuscivo a vedere il Corso Secondigliano quasi da parte a parte. Con tutta la sua energia che in alcune ore della giornata si condiva di una buona dose di anarchia».

Come immagina, Roberto, la Secondigliano del futuro?  «A tinte chiaro – scure. Le opportunità – afferma il giovane imprenditore – sono rappresentate dalla tendenza chiara ed inequivocabile che vede dei flussi continui dalle cittadine e dai borghi di provincia verso le grandi città italiane. Napoli è certamente tra queste e visto che il centro ha dei costi certamente più elevati, Secondigliano può rappresentare una buona scelta a condizione che le nascenti linee metropolitane funzionino come in tutte le città europee o per meglio dire vivibili».

Luca Saulino

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