Secondiglianesi. Lisa Iodice, docente di Lettere: «Il mio lavoro per sfatare i luoghi comuni sui giovani del quartiere»

Laurea in Lettere all’Università Suor Orsola Benincasa, docente di materie letterarie da diversi anni all’istituto “Sauro – Errico – Pascoli” di Secondigliano, Lisa Iodice, attraverso il suo lavoro quotidiano combatte i luoghi comuni che spesso coinvolgono i ragazzi del quartiere alla periferia di Napoli.

«Qui – racconta la professoressa – ho avuto modo di confrontarmi con studenti attenti, rispettosi delle regole, preparati culturalmente, molto affettuosi ed empatici. Sono loro la mia forza che mi consente di sperare in un futuro migliore, consapevole tuttavia della carenza di centri di aggregazione e culturali di cui soffre il nostro territorio».

I ricordi più belli dell’infanzia di Lisa sono legati al gioco in strada, nei cortili, un’atmosfera dove amicizia e sicurezza andavano di pari passo: «Ci conoscevamo un po’ tutti nel nostro quartiere e le nostre mamme sapevano che, pur stando fuori casa, non correvamo pericoli, che fosse un giardino di un palazzo o l’area della ferrovia Alifana».

Nell’immaginario della docente la Secondigliano gomorriana, dove le tinte fosche prevalgono sulle reali possibilità di crescita e riscatto, non trovano spazio. «Secondigliano per me – sottolinea – resta il quartiere dei palazzi storici con giardini spettacolari, i profumi delle fioriture portati dal vento, il canto degli uccellini che ancora si può ascoltare».

Da docente, Lisa non hai smesso, nemmeno per un attimo, ad aderire ad iniziative per la diffusione della cultura della legalità, a scuola, in attività esterne o partecipando al Self (Secondigliano libro festival), confrontandosi con esponenti delle istituzioni, personaggi del mondo della cultura o familiari di vittime innocenti della criminalità (nella foto un’iniziativa con don Luigi Ciotti).

Nel futuro di Secondigliano, sognato dalla docente, c’è soprattutto il completamento della metropolitana: «Sarà l’infrastruttura più importante degli ultimi anni, in grado di accorciare finalmente le distanze tra centro e periferia, offrendo nuove opportunità soprattutto per i giovani». Restando nella sua Secondigliano, il pensiero corre a quelle strutture che costituirebbero un ottimo deterrente contro alla devianza giovanile: «Teatri, cinema, sale per dibattiti, impianti sportivi, luoghi che siano alternative concrete alla strada per i ragazzi».

Come in un gioco del destino, dove è la cultura a farla da padrona, l’attuale biblioteca, intitolata a “Guido Dorso”, è il luogo a cui Lisa resta profondamente legata: «Per anni lì c’era la casa dei nonni materni tra gli anni  ’20 e ’50,  sia primo e successivamente  al secondo piano. Oggi, nello stesso luogo, abbiamo un punto di riferimento culturale per i ragazzi. Un sogno per chi, come me, ama la lettura».

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