Padre Toscano (Missionari Sacri Cuori): «La Madonna Addolorata punto di riferimento per i secondiglianesi»

Radicato e viscerale è il legame che c’è tra la gente di Secondigliano e la Madonna Addolorata. Da sempre, questa figura è familiare, quasi una madre per i secondiglianesi che si affidano a lei nei momenti più difficili della vita o semplicemente per ringraziarla. Una profonda devozione testimoniata da quanti tutto l’anno affollano il santuario dell’Addolorata e dalle celebrazioni a Lei dedicate: il “Settenario”, ma soprattutto dalla tradizionale processione della seconda domenica di settembre, quando la statua della Vergine, realizzata dallo scultore Francesco Verzella, viene portata per le strade del quartiere tra canti devozionali e preghiere.

Purtroppo, a causa delle restrizioni dovute all’emergenza da Covid-19, anche quest’anno la processione non si potrà tenere, mentre restano inalterate le celebrazioni all’interno della chiesa meglio conosciuta come la “Cappella”, in primis la solenne messa del 15 settembre celebrata da monsignor Vincenzo Pelvi, arcivescovo di Foggia – Bovino.

Inscindibile dalla devozione per la Madonna dell’Addolorata, è quella per il Santo di Secondigliano, San Gaetano Errico, che da un’apparizione della Vergine si sentì spinto a realizzare proprio la statua della Vergine venerata nel santuario di Secondigliano. Di questo sentito rapporto e della fede sincera dei Secondiglianesi, ne abbiamo parlato con Padre Luigi Toscano, rettore della Casa Madre dei Missionari dei Sacri Cuori e del Santuario dell’Addolorata, già superiore generale della congregazione religiosa.

Che cosa rappresenta per i Secondiglianesi la Madonna Addolorata?

«Fa parte della storia di Secondigliano, è presente qui, con San Gaetano Errico, dal 1835 e in tutte le circostanze, specie in quelle più difficili e dolorose, uno dei punti di riferimento dei Secondiglianesi è stata sempre la Madonna Addolorata…basterebbe leggere quella che è la storia del colera del 1836, del 1854, del 1893/94 per capire il forte legame che c’è tra la gente del quartiere e la figura della Madonna. Secondigliano in queste situazioni si è sempre affidata e raccomandata a Lei e poi, a prescindere da tutto, direi che la Madonna Addolorata è quasi un punto di riferimento quotidiano per chi abita qui e questo è dimostrato dalle tante visite al Suo Santuario da parte di persone di tutte le età. Potrei dire che non riesco ad immaginare Secondigliano senza la Madonna Addolorata».

“Quanto manca il non poter svolgere tradizionale processione?”

«La gente è legatissima a questa manifestazione, al gesto di portare in processione Maria Santissima come il segno della vittoria, rimarcando il suo ruolo di madre per il quartiere. Le persone continuamente ci chiedono della processione perché sono molto dispiaciute del fatto che non si possa svolgere…è un dispiacere enorme per il popolo di Secondigliano, come anche per tutti noi, ma a compensare questa mancanza, possiamo dire che c’è un’altra “processione”: quella del popolo verso la Madonna. Questo è molto toccante e mi commuove, perché infatti noto tantissime persone che passano anche solo per un saluto alla Cappella dell’Addolorata. Quest’andare dalla Vergine Addolorata da parte della gente in maniera spontanea è la cosa che più mi emoziona, perché è chiaro che la devozione è rimasta intatta, come anche le celebrazioni in chiesa che sono sempre molto partecipate».

Qual è il rapporto dei Secondiglianesi con San Gaetano Errico?

«Credo che sia lo stesso rapporto che lega Secondigliano alla Madonna Addolorata, possiamo considerarlo un binomio. Infatti la Cappella dell’Addolorata e quella di San Gaetano sono presenti nello stesso Santuario. Sono due punti di riferimento indispensabili per i Secondiglianesi, perché San Gaetano Errico è il santo di Secondigliano per eccellenza, è nato e vissuto qui, e questo fa sì che ci sia un’appartenenza quasi familiare tra lui e la gente del quartiere».

Sara Finamore

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