Convegno Osapp: dati allarmanti sul pianeta carceri

La cronaca degli ultimi anni ha portato alla ribalta sempre di più spinose questioni legate al mondo della Polizia Penitenziaria, sia all’ombra del Vesuvio che a carattere nazionale. Proprio il tema di una migliore tutela della sicurezza e della legalità per una nuova Polizia Penitenziaria è stato al centro del convegno organizzato dal Sindacato di Polizia Penitenziaria OSAPP.

Nel corso della conferenza, tenutasi nella Sala dei Baroni sede del suggestivo Maschio Angioino, si sono susseguiti numerosi e autorevoli interventi. Oltre al Segretario generale Leo Beneduci, all’aggiunto Pasquale Montesano e al segretario regionale Campania Vincenzo Palmieri, che hanno denunciato il disastro penitenziario e i pericoli che ha vissuto e tutt’ora vive la Polizia Penitenziaria, anche a causa di promesse politiche fatte e purtroppo non mantenute dallo stesso ministro della giustizia Marta Cartabia e dal premier Mario Draghi, il dibattito ha visto interventi molto interessanti da parte del Sostituto Procuratore della Repubblica DDA di Napoli Giuseppe Visone che dopo aver portato i saluti simbolici della magistratura napoletana, ha sottolineato la gravità della situazione delle carceri che mai come in questo momento sta vivendo momenti di fibrillazione dal punto di vista della sicurezza. Il magistrato Visone, ha poi parlato di normative atte al contrasto della camorra e della mafia, citando in particolare il 41 bis, che appare uno strumento innegabile per onorare le vittime della mafia. “Nella settimana nella quale si commemora il trentennale della strage di Capaci, il miglior modo per onorare la memoria di Giovanni Falcone e mantenere in vita le sue idee e la sua visionaria capacità strategica di contrasto alla mafia è quella di implementare il 41 bis, che rappresenta un caposaldo” – ha sostenuto il pm Visone. In questo contesto nevralgico il pm ha chiarito che lo strumento della collaborazione è un’altra architrave. “La legge sui i collaboratori di giustizia e la disciplina del 41 bis non può e non deve essere messa in discussione se si vuole onorare le vittime della mafia”.

Dall’onorevole Alessandro Amitrano (M5 S) è giunta una considerazione per una maggiore tutela degli agenti di Polizia Penitenziaria. “Sono fermamente convinto che un provvedimento che metta al centro i diritti degli agenti e il rispetto della dignità di quanti hanno perso la libertà, sia fondamentale. La nostra Costituzione sostiene il reinserimento dei detenuti nella società, pertanto non possiamo negare l’innegabile duplice abito rivestito da questo corpo: quello da poliziotti e quello da educatori” ha sottolineato il deputato.

“La Polizia Penitenziaria – ha aggiunto l’onorevole Amitrano -​ rappresenta l’87% dell’amministrazione penitenziaria, pertanto la politica ha il dovere di ascoltare le loro richieste e garantire le migliori condizioni di lavoro possibili. Perciò, ho garantito il massimo impegno istituzionale, convinto che la loro voce non debba rimanere inascoltata”.

Dall’assessore comunale alla Legalità Antonio De Iesu è giunto, seguendo la linea tracciata dal sindacato organizzatore, un appello a riconoscere alla Polizia Penitenziaria “la funzione delicatissima talvolta oscura che non viene percepita all’esterno. L’agente penitenziario è tutto, in alcuni contesti finanche psicologo”.

Da un altro rappresentante della giunta Manfredi, l’assessore Paolo Mancuso, è arrivata invece una riflessione sull’evoluzione del corpo della Polizia Penitenziaria e sulla strada compiuta fino ad oggi, nel segno della sicurezza e della legalità.

Non è mancata una considerazione sullo scottante tema della violenza negli istituti di pena. “Il sistema è credibile quando non si usa violenza nelle carceri, quando ci sono regole certe e quando si riesce a bilanciare i numeri degli ospiti. Il sovraffollamento non giova a nessuno né a chi deve garantire la sicurezza né a chi ci vive per scontare la pena. Bisogna bilanciare la riforma del 2018 e creare misure alternative alla detenzione” ha affermato Lucia Castellano, da tre mesi reggente al Provveditorato dell’Amministrazione Penitenziaria della Campania.

Angelo Covino

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