Vasco infiamma i 45mila allo stadio Maradona: il Kom unisce diverse generazioni

Erano in 45mila ieri allo Stadio Maradona per il Komandante. Il “VascoLiveTour” infatti ha fatto tappa a Napoli dopo 7 anni e il grande rocker è stato accolto con il solito calore che contraddistingue la nostra città. C’era il suo fan club che lo segue ovunque, ma anche chi ha potuto ascoltare per la prima volta il live: addirittura c’era chi ha ascoltato il concerto dal pancione della mamma, nel prato gold.

La musica di Vasco si attesta ancora una volta come un punto di incontro tra diverse generazioni: genitori e figli, ragazzi e chi ragazzo lo era quando Vasco ha cominciato a sfondare. L’entusiasmo e la grande trepidazione per questo concerto erano già nell’aria: le file sono cominciate dal mattino per potersi accaparrare i posti più vicini al palco ed inoltre è stato programmato un prolungamento dei treni della metropolitana.

Al Maradona, un palco mastodontico, alto come un palazzo di nove piani con 3 megaschermi. Ad aprire lo show, ci sono state due band di supporto, i Toolbar e The Rumpled, vincitori dell’Euroregio Festival che hanno saputo scaldare l’atmosfera già bollente. Alle ore 21.21 le luci si spengono e la magia ha inizio: Vasco fa il suo ingresso, giubbino di pelle borchiato, occhiali da sole maxi e parte con “XI Comandamento”.

La scaletta ha previsto 23 brani, strutturati in modo che si potesse ascoltare un successo dietro l’altro: arriva alle 21.40 il primo grande classico “Senza parole” e così lo stadio si illumina con le torce degli smartphone e canta a squarciagola. Continua poi con “La pioggia la domenica”, “Un senso” per poi fermarsi per una pausa intorno alle 22, dove la band prende il suo posto e intrattiene il pubblico magnificamente fin quando la scaletta va avanti con “C’è chi dice no”.

Vasco, nonostante non sia più un ragazzino, ha un’energia da vendere e intrattiene il pubblico in delirio. Su “Rewind” si prosegue con la solita tradizione dei reggiseni e il rocker di Zocca continua instancabile con “Delusa” e “Eh già”. Quando il concerto sembrava apparentemente terminato, è lì che Vasco sforna le canzoni del cuore: “Toffee”, “Sally”, “Anima fragile”, “Siamo solo noi”. Immancabile il medley “Vita spericolata/Canzone” per poi concludere con il grande classico emozionante “Albachiara”. Durante il concerto Vasco ci ha tenuto a ringraziare Napoli e i fan napoletani, ma soprattutto ha lanciato un appello contro la guerra: “Fuck war, vogliamo la pace subito!” ha urlato dal palco. Nonostante il sold out, la gestione degli ingressi allo stadio è stata ottimale e anche durante il concerto tutto si è svolto in maniera ordinata: il traffico però è andato in tilt post-concerto, ma questo, data la grandezza dell’evento, era prevedibile.

Sara Finamore

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