Russo (Associazione Familiari Vittime): «Quadrivio di Secondigliano ancora abbandonato, dopo 27 anni intervenga il Governo»

«Quella del Quadrivio di Secondigliano è una ferita ancora aperta dopo 27 anni. Da una parte c’è una tragedia, con 11 vittime, che poteva essere evitata per i troppi segnalati ignorati in termini di sicurezza dei lavori in fase di esecuzione, dall’altra perché in tutto questo tempo nulla è stato fatto per risanare la piaga e riqualificare un’area completamente distrutta, nulla oltre le promesse».

A dirlo a Periferiamonews è Sandro Russo, presidente dell’Associazione Familiari Vittime della voragine di Secondigliano, nel giorno in cui si ricorda la tragedia del 23 gennaio 1996, quando il cedimento di una galleria sotterranea provocò lo scoppio di una condotta del gas, morti e devastazione.

Come ricorderete oggi le vittime di quella strage? «Non saremo presenti a nessuna forma di commemorazione ufficiale. Dal Comune non abbiamo ricevuto alcun invito formale e l’ultima interlocuzione si è fermata a circa 10 mesi fa. Apprendiamo notizie su interventi di pulizia, bonifica e riqualificazione soltanto a mezzo social ma nulla di più. Ogni familiare, intendo quelli rimasti perché molti non ci sono più, ricorderanno i propri cari in forma privata».

Al momento resta la cappella a via Limitone di Arzano dedicata alle vittime … «Chiamarla cappella è un’offesa al termine stesso che rimanda al ricordo o alla preghiera. Quella è un monumento al degrado, circondata da erbacce che vengono ripulite solo per l’occasione, all’interno c’è un impianto elettrico a dir poco fatiscente dove quando piove si rischia di brutto. A tal proposito interesserò i vigili del fuoco per valutare le condizioni di sicurezza della struttura ed evitare l’ennesima tragedia. Ci avevano promesso un monumento all’interno del cimitero ma nemmeno quello si è concretizzato. Pensi che mio padre non ha nemmeno una lapide o una struttura a lui dedicata nonostante fosse conosciuto e stimato nel quartiere».

Quale sentimento prevale ad ogni anniversario? «Oltre al dolore, la rabbia. Rabbia perché in 27 anni è stato lasciato tutto nel degrado. Dov’è finito il faraonico progetto di riqualificazione? A parte l’area prospiciente al vecchio mulino, con un intervento di facciata, non è stato fatto niente. E’ mai possibile che, burocrazia a parte, ogni amministrazione che si è succeduta ha assunto impegni mai mantenuti. Ci hanno annunciato un intervento di riqualificazione ma la sfiducia è tale, che finchè non vediamo l’inizio dei lavori, stentiamo a crederci. Qui siamo immersi nella monnezza e nel degrado. A questo punto intervenga il Governo …».

Cosa chiedete al Governo? «Chiederemo con un’interrogazione parlamentare affidata ad un deputato che sia fatta chiarezza sui ritardi accumulati in questi anni. Siamo stanchi di interfacciarci con le istituzioni locali. La questione Quadrivio deve essere affrontata a livello nazionale».

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