Si è tenuto questa mattina a Napoli, nella Sala della Loggia del Maschio Angioino, il convegno “Smart Working e Futuro delle Organizzazioni”, promosso dalla Fondazione Valenzi ETS con il patrocinio morale del Comune e il sostegno di diversi partner istituzionali e culturali. L’incontro, moderato da Salvatore Santangelo, ha preso spunto dal volume “In difesa dello Smart Working” di Giuseppe Conte, offrendo una riflessione sul rapporto tra organizzazione del lavoro, innovazione tecnologica e futuro della Pubblica Amministrazione.
Al centro del dibattito il ruolo dello smart working come leva strategica per ripensare i modelli organizzativi, in un contesto segnato dalla transizione digitale e dalle sfide legate all’intelligenza artificiale. Il confronto ha coinvolto dirigenti pubblici, esperti di politiche del lavoro e rappresentanti istituzionali, affrontando temi come governance, calo demografico e nuove competenze.
Il volume di Giuseppe Conte ha rappresentato il filo conduttore dell’incontro, proponendo lo smart working come strumento capace di rafforzare il rapporto fiduciario tra organizzazioni e lavoratori, favorendo autonomia, responsabilità e valutazione basata sui risultati. Un approccio che mette al centro la persona e la qualità del lavoro, anche alla luce delle trasformazioni tecnologiche.
Roberto Bafundi ha evidenziato come il lavoro a distanza possa contribuire a contrastare lo spopolamento delle aree interne, favorendo nuove opportunità attraverso spazi di coworking e sinergie tra pubblico e privato. Maria Giovanna De Vivo ha invece sottolineato il legame tra smart working e politiche di genere, mettendo in luce come una maggiore flessibilità possa incidere positivamente sulla natalità e sull’equilibrio tra vita privata e lavoro.
Nel corso del dibattito è emersa anche una riflessione sul ruolo dell’intelligenza artificiale. Secondo Maria Giovanna De Vivo, il rischio non è la sostituzione dell’uomo, ma la perdita del pensiero critico, con la necessità di sviluppare una leadership capace di governare consapevolmente l’innovazione tecnologica.
Per Giuseppe Conte, la scelta di Napoli come sede dell’incontro non è casuale: la città rappresenta un punto di equilibrio tra tradizione e innovazione, un contesto ideale per discutere di sviluppo e modernizzazione amministrativa. “Lo smart working non è un benefit né una concessione, ma uno strumento di governance organizzativa che richiede visione e responsabilità”, ha dichiarato.
Il convegno si è concluso con un ampio confronto pubblico, confermando la centralità del tema nel dibattito nazionale e il ruolo di Napoli come possibile laboratorio di nuove forme di organizzazione del lavoro, orientate alla sostenibilità e all’innovazione.
