ll GRIDAS, storica realtà di cultura e impegno sociale radicata a Scampia, rischia di perdere la sede di via Monte Rosa dopo 45 anni di attività. L’associazione, nata nel 1981 e da allora punto di riferimento per il quartiere, denuncia il pericolo di sgombero dai locali indicati come di proprietà ACER, dopo la sentenza della Corte d’Appello emessa nel novembre 2025.
La vicenda riporta al centro del dibattito il destino di uno dei presìdi sociali più conosciuti della periferia nord di Napoli, legato in modo particolare allo storico Carnevale sociale di Scampia e a un lungo lavoro culturale portato avanti, viene sottolineato dall’associazione, senza finanziamenti pubblici o privati. Il GRIDAS ricorda inoltre che nel 2013, sul piano penale, la propria attività era stata riconosciuta come di valore sociale per la collettività, mentre sul piano civile è stato confermato lo stato di occupazione senza titolo.
Da qui la nuova mobilitazione pubblica. Per giovedì 16 aprile, alle ore 11, davanti alla sede della Regione Campania in via Santa Lucia, il GRIDAS ha convocato una conferenza stampa aperta alla cittadinanza. L’iniziativa assumerà i toni simbolici del Carnevale sociale, con un presidio colorato e una “processione” guidata da San Ghetto Martire, figura storica e provocatoria delle battaglie dell’associazione, che consegnerà una lettera aperta al presidente della Regione Roberto Fico.
Secondo quanto reso noto, l’associazione ha già chiesto un incontro istituzionale al presidente della Regione, al sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e ai vertici ACER, senza ricevere finora risposte ritenute concrete. In queste settimane la vertenza è stata accompagnata anche da una mobilitazione più ampia, con un appello pubblico che ha raccolto migliaia di adesioni.
“Chiediamo soluzioni politiche e amministrative che riconoscano il valore del nostro operato gratuito. Non si può cancellare con una sentenza mezzo secolo di riscatto culturale in una periferia come quella di Scampia”, afferma il GRIDAS nel rilanciare l’appuntamento di giovedì.
La manifestazione sotto Palazzo Santa Lucia punta ora ad accendere nuovamente i riflettori sulla vicenda e a sollecitare una risposta istituzionale su uno spazio che, per decenni, ha rappresentato a Scampia un luogo di aggregazione, creatività e impegno civile.
