Napoli ha accolto Papa Leone XIV in piazza del Plebiscito per l’incontro con la cittadinanza, uno dei momenti centrali della visita pastorale in città. Davanti ai fedeli, alle autorità civili e militari, il Pontefice ha ringraziato per l’accoglienza ricevuta e ha rivolto un discorso fortemente legato alle ferite e alle speranze della città.
Partendo dall’immagine evangelica dei discepoli di Emmaus, Papa Leone XIV ha parlato delle “voci di Napoli”, una città segnata da bellezza, storia e mare, ma anche da povertà, paure e disuguaglianze. Il Papa ha richiamato tutti a una domanda essenziale: «Che cosa conta davvero?», invitando a riprendere il cammino con impegno, coraggio e cura delle ferite.
Nel suo intervento, il Pontefice ha indicato il paradosso di una Napoli sempre più attrattiva per i turisti, ma ancora attraversata da forti divari sociali. Ha citato la disoccupazione, la dispersione scolastica, la carenza di servizi, la criminalità e le periferie esistenziali presenti anche nel cuore del centro storico, sottolineando la necessità di una presenza forte dello Stato per garantire sicurezza e fiducia.
Ampio spazio è stato dedicato al ruolo della Chiesa e al Patto Educativo, indicato come strumento capace di mettere insieme istituzioni, realtà ecclesiali e Terzo settore. Papa Leone XIV ha chiesto di non spezzare questa rete e di continuare a camminare uniti per proteggere i giovani dalle insidie del disagio e restituire a Napoli la sua vocazione di “capitale di umanità e di speranza”.
Il Papa ha poi richiamato la vocazione mediterranea della città, definendo Napoli un ponte naturale tra popoli e culture. La pace, ha spiegato, non deve restare un principio astratto, ma deve nascere nei quartieri, nelle relazioni quotidiane, nelle scelte di giustizia e nei percorsi educativi. In questa prospettiva ha citato esperienze come la Casa della Pace, Casa Bartimeo e l’impegno della Caritas diocesana nell’accoglienza di migranti e rifugiati.
Un passaggio significativo è stato riservato ai giovani, definiti non semplici destinatari ma protagonisti del cambiamento. Papa Leone XIV ha ricordato il loro impegno negli oratori, nei servizi di carità, nei percorsi sociali e nel Museo Diocesano Diffuso, indicandoli come segni concreti di una città capace di rigenerarsi.
In chiusura, il Pontefice ha affidato Napoli all’intercessione di Maria Santissima e di San Gennaro, invocando la benedizione del Signore sulla città.
