La Campania è la regione italiana con la minore capacità di fronteggiare il maltrattamento infantile. È quanto emerge dalla settima edizione dell’Indice regionale sul maltrattamento e la cura all’infanzia in Italia, realizzato dalla Fondazione CESVI e presentato a Roma nel corso di un incontro dedicato alle politiche per l’infanzia e il sostegno alle famiglie.
L’analisi evidenzia una situazione particolarmente critica per il territorio campano, caratterizzato da elevati fattori di rischio e da una rete di servizi ritenuta insufficiente rispetto ai bisogni della popolazione. La regione occupa l’ultima posizione nazionale per la capacità di cura e per quella legata al lavoro, mentre si colloca al penultimo posto per qualità della vita sana e accesso alle risorse.
Tra gli indicatori che contribuiscono a questo risultato figurano il più basso livello di soddisfazione personale registrato in Italia, la più alta percentuale di famiglie monogenitoriali e una diffusa percezione di insicurezza legata alla criminalità. Secondo il rapporto, quasi quattro famiglie campane su dieci ritengono poco sicuro il luogo in cui vivono.
Lo studio mette inoltre in evidenza un forte divario territoriale tra Nord e Sud del Paese. Le regioni settentrionali presentano servizi sociali più strutturati e maggiori strumenti di supporto alla genitorialità, mentre nel Mezzogiorno persistono condizioni di fragilità economica e sociale che aumentano il rischio di disagio per bambini e adolescenti.
Particolare attenzione è stata dedicata al tema della “povertà relazionale”, al centro dell’approfondimento intitolato “Generazione sola”. Secondo CESVI, il benessere dei minori dipende non solo dalle condizioni economiche delle famiglie, ma anche dalla presenza di relazioni significative, adulti di riferimento, spazi educativi e opportunità di socializzazione. Solitudine, isolamento, conflitti familiari, bullismo e assenza di punti di riferimento rappresentano fattori che possono favorire situazioni di vulnerabilità.
In Campania la Fondazione CESVI opera attraverso la Casa del Sorriso di Napoli, nel quartiere di San Pietro a Patierno, dove vengono realizzate attività di sostegno psicologico, supporto alla genitorialità, laboratori educativi e percorsi di inclusione sociale. Nel corso dell’ultimo anno la struttura ha seguito 651 beneficiari, tra cui 401 minorenni.
Secondo Stefano Piziali, direttore generale della Fondazione CESVI, il maltrattamento all’infanzia non può essere considerato esclusivamente un problema familiare, ma rappresenta una questione sociale che richiede interventi strutturali e coordinati. L’organizzazione sottolinea la necessità di rafforzare il ruolo di insegnanti, pediatri e operatori sociali, investendo nella prevenzione e nella costruzione di reti territoriali capaci di intercettare tempestivamente le situazioni di disagio.
La graduatoria nazionale vede ai primi posti Emilia-Romagna, Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia, mentre le regioni con le maggiori criticità risultano Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Un quadro che conferma, ancora una volta, la necessità di investimenti mirati nei territori più fragili per garantire a bambini e adolescenti pari opportunità di crescita e tutela.
