Miano, digiuno e adorazione per Lorenzo Spasiano: l’annuncio di don Salvatore Cinque


Una giornata di digiuno, penitenza e preghiera per affidare a Dio Lorenzo Spasiano, il 21enne ucciso nei giorni scorsi a Miano, e per invocare la conversione del quartiere ferito da un nuovo fatto di sangue. È l’invito lanciato dalla Parrocchia e dalla Comunità dei Santi Alfonso Maria de’ Liguori e Gerardo per domani, giovedì 25 giugno.

Ad annunciarlo è il parroco, don Salvatore Cinque, che chiama i fedeli a vivere un momento comunitario di raccoglimento in una delle ore più dolorose per il territorio. La giornata, aperta a quanti vorranno aderire, sarà vissuta come un segno concreto di vicinanza alla famiglia di Lorenzo e come gesto spirituale per chiedere pace, conversione e un risveglio delle coscienze davanti alla violenza che torna a colpire i giovani del quartiere.

«Vivremo, per chi vuole, una giornata di digiuno e penitenza», è il senso dell’appello rivolto alla parrocchia e all’intera zona di Miano. Un invito a unirsi «in preghiera e silenzio per Lorenzo e per la conversione del nostro quartiere», trasformando il dolore di queste ore in una risposta collettiva che non sia solo commozione, ma assunzione di responsabilità e presenza.

Il momento centrale si terrà dalle 19.30 alle 20.30 con un’ora di adorazione eucaristica comunitaria dedicata a Lorenzo. Un appuntamento che la comunità parrocchiale vivrà come abbraccio alla sua famiglia e come invocazione di consolazione, giustizia e speranza per un territorio che continua a fare i conti con ferite profonde.

L’iniziativa arriva all’indomani dell’omicidio del giovane, che ha scosso Miano e l’intera area nord di Napoli. Lorenzo, secondo quanto emerso nelle ultime ore, era un ragazzo conosciuto nel quartiere, lavorava e non aveva legami con ambienti criminali. Proprio don Salvatore, nelle ore successive al delitto, aveva parlato di un ragazzo estraneo alla malavita, sottolineando la necessità di rafforzare nel quartiere presìdi educativi, vicinanza alle famiglie e percorsi capaci di sottrarre i più giovani alla spirale della violenza.

La scelta del digiuno e della penitenza si inserisce così in una lettura profondamente pastorale di quanto accaduto: non un gesto formale, ma una chiamata alla coscienza personale e collettiva. La comunità dei Santi Alfonso e Gerardo prova a reagire partendo dalla preghiera, affidando Lorenzo al Signore e chiedendo che il quartiere possa ritrovare strade di umanità, dialogo e pace.

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