Le periferie sono sempre più vulnerabili agli effetti del cambiamento climatico e tra i quartieri monitorati da Legambiente figura anche San Pietro a Patierno, inserito nella campagna nazionale 2026 “Che caldo che fa! Contro la cooling poverty: città più fresche, città più giuste”.
L’indagine, realizzata insieme alla Croce Rossa Italiana e a RSE S.p.A., ha analizzato sei quartieri periferici italiani tra l’11 giugno e il 17 luglio, evidenziando come le aree con redditi medi più bassi siano anche quelle maggiormente esposte al caldo estremo.
A San Pietro a Patierno, l’11 giugno è stata registrata la temperatura più bassa tra quelle rilevate nei quartieri monitorati, pari a 32°C nelle ore più calde della giornata (tra le 11 e le 16). Un dato che, pur essendo il più contenuto del campione, conferma comunque condizioni climatiche particolarmente difficili per chi vive in contesti urbani fortemente cementificati.
Lo studio evidenzia inoltre che, nei sei quartieri analizzati, il 64,4% delle infrastrutture e dei servizi mappati risulta completamente esposto al sole nelle ore centrali della giornata. Panchine, aree giochi, marciapiedi e spazi pubblici diventano così luoghi difficilmente fruibili durante l’estate, aumentando il rischio soprattutto per anziani, bambini e persone fragili.
Particolarmente preoccupanti anche le temperature delle superfici urbane. Le termografie effettuate da Legambiente hanno rilevato una media di 45,3°C, con l’asfalto che raggiunge mediamente 52°C e le pavimentazioni antitrauma dei parchi giochi addirittura 66°C, con punte superiori ai 75°C. Al contrario, la presenza di alberi, aree verdi e fontane consente di abbassare sensibilmente le temperature, dimostrando l’importanza delle infrastrutture verdi nella lotta alle isole di calore.
Secondo Legambiente, il fenomeno del caldo estremo sta inoltre iniziando sempre prima: negli ultimi undici anni le temperature elevate si sono anticipate già al mese di giugno, rendendo sempre più urgente un piano di adattamento climatico per le città.
Per questo l’associazione ambientalista ha rivolto al Governo sette proposte, tra cui il finanziamento del Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, la creazione di rifugi climatici nelle aree urbane, un incremento delle alberature, maggiori spazi verdi e interventi di riqualificazione energetica degli edifici.
L’indagine accende così i riflettori anche su San Pietro a Patierno, dove il tema del contrasto al caldo estremo si intreccia con quello della rigenerazione urbana e della qualità degli spazi pubblici, confermando come le periferie debbano essere al centro delle future politiche di adattamento climatico.
