Miliardi di piccoli pacchi che
ogni anno entrano nel mercato europeo, nuove strategie degli operatori
per contenere il peso dei dazi e controlli doganali che diventano
sempre più tecnologici. È uno scenario in rapida evoluzione quello
delineato da Sergio Gallo, direttore dell’Antifrode dell’Agenzia
delle Dogane e dei Monopoli, nel corso di un’intervista rilasciata a
RaiNews24. Un quadro nel quale la tradizionale attività investigativa
si intreccia ormai con intelligence, analisi dei dati e intelligenza
artificiale.
Il primo fronte è quello dell’e-commerce e delle spedizioni di
basso valore provenienti dai Paesi extra Ue. Le dimensioni del
fenomeno emergono dai numeri richiamati dallo stesso Gallo ai
microfoni di RaiNews24: «Solo nel 2024 ci sono stati qualcosa come
4,5 miliardi di spedizioni di pacchi inferiori ai 150 euro, di cui
più del 90% provenienti dalla Cina».
Il direttore dell’Antifrode ha chiarito anche un elemento essenziale
del nuovo meccanismo: «Il dazio colpisce le singole categorie
merceologiche e non l’intero pacco. Quindi, se un pacco al di sotto
dei 150 euro contiene prodotti che appartengono a più categorie
merceologiche, ovviamente il dazio aumenta».
L’Agenzia sta ora studiando gli effetti prodotti dalle nuove regole.
Le informazioni, ancora in fase di elaborazione attraverso le
strutture competenti e l’Ufficio Intelligence della Direzione
Antifrode, segnalano secondo Gallo una leggera diminuzione delle
spedizioni. Ma il dato forse più interessante riguarda la risposta
del mercato: spedizionieri e grandi compagnie stanno infatti
riorganizzando i flussi e aggregando le spedizioni per provare a
ridurre l’incidenza dei nuovi costi.
«Gli spedizionieri, o anche le grandi compagnie di spedizione, stanno
aggregando e quindi ristrutturando le modalità di spedizione di
questi pacchi così da poter contenere i costi di questo dazio», ha
spiegato il dirigente dell’Agenzia a RaiNews24.
Gioia Tauro, il caso dei prodotti chimici
Nell’intervista è stato affrontato anche il tema delle frodi vere e
proprie. Gallo ha richiamato una recente operazione condotta nel porto
di Gioia Tauro, realizzata grazie alla collaborazione tra la Direzione
territoriale della Calabria e gli uffici centrali antifrode, compresa
la struttura che si coordina con la Procura europea sul versante
dell’evasione Iva.
I controlli hanno riguardato prodotti chimici utilizzati per la
disinfezione delle piscine che, secondo quanto riferito dal direttore
dell’Antifrode, erano stati fatti rientrare in una categoria
merceologica diversa da quella propria del prodotto, con l’obiettivo
di evitare l’applicazione del dazio più elevato.
Il caso apre una questione molto più ampia della singola operazione.
«È un fenomeno abbastanza ampio», ha sottolineato Gallo,
richiamando anche il tema tecnico dell’origine non preferenziale
delle merci, particolarmente rilevante per alcuni prodotti e per il
settore agroalimentare.
Per il dirigente, il risultato ottenuto a Gioia Tauro conferma inoltre
l’importanza del coordinamento tra centro e territorio: «Questo
dimostra una grande sinergia sia tra le strutture territoriali sia tra
la Direzione centrale antifrode attraverso questa nuova struttura che
abbiamo creato, cioè la Rete nazionale antifrode».
Intelligenza artificiale, la nuova frontiera dei controlli
Il passaggio forse più significativo dell’intervista di RaiNews24
riguarda però il futuro dei controlli. L’intelligenza artificiale
sta assumendo un ruolo crescente nelle attività dell’Agenzia, con
l’obiettivo non soltanto di aumentare il numero delle verifiche, ma
soprattutto di renderle più mirate e qualitativamente efficaci.
«Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale all’interno
dell’Agenzia delle Dogane è una grandissima scommessa», ha
affermato Gallo, spiegando che per la Direzione Antifrode le nuove
tecnologie consentono «un aumento anche qualitativo, non solo
quantitativo, dei controlli».
L’innovazione tecnologica si inserisce, nelle parole del direttore,
in un sistema italiano che può contare su una consolidata esperienza
nei controlli e sulla collaborazione tra diverse istituzioni.
«Noi abbiamo un livello di controlli nei vari settori assolutamente
superiore alla media europea», ha sostenuto Gallo, citando, accanto
all’Agenzia delle Dogane, anche il lavoro svolto dalla Guardia di
Finanza e dalle altre forze di polizia e i sistemi sviluppati nel
tempo per rendere più efficace l’azione di contrasto.
Un esempio concreto di questa trasformazione digitale è
“Autentica”, l’applicazione messa a disposizione dei funzionari
doganali che operano nei porti e negli aeroporti.
«È stata creata un’app specifica che si chiama Autentica, che
consente ai funzionari doganali che operano nei porti e negli
aeroporti di verificare in maniera immediata se ci sono contraffazioni
dei prodotti. Sta funzionando molto bene», ha spiegato Gallo nel
corso dell’intervista a RaiNews24.
Il percorso non si ferma qui. L’intelligenza artificiale viene
sviluppata anche a supporto delle attività della Direzione Antifrode
e dei laboratori dell’Agenzia, indicati da Gallo come uno dei punti
di eccellenza della struttura.
Dalle spedizioni dell’e-commerce alla corretta classificazione delle
merci, fino alla lotta contro evasione Iva e contraffazione, dalle
dichiarazioni rese da Sergio Gallo a RaiNews24 emerge così
l’immagine di un’Antifrode chiamata a misurarsi con traffici
commerciali sempre più veloci e complessi. Una sfida nella quale
competenze investigative, cooperazione tra strutture, intelligence e
nuove tecnologie diventano parti di una stessa strategia di controll
