Il futuro del Mezzogiorno, la lotta alle disuguaglianze e la necessità di costruire nuove opportunità per i giovani sono stati al centro dell’intervento del cardinale 𝗗𝗼𝗺𝗲𝗻𝗶𝗰𝗼 𝗕𝗮𝘁𝘁𝗮𝗴𝗹𝗶𝗮, arcivescovo di Napoli, in occasione della celebrazione dei vent’anni della 𝗙𝗼𝗻𝗱𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗖𝗼𝗻 𝗶𝗹 𝗦𝘂𝗱, alla presenza del presidente della Repubblica 𝗦𝗲𝗿𝗴𝗶𝗼 𝗠𝗮𝘁𝘁𝗮𝗿𝗲𝗹𝗹𝗮.
Un anniversario che rappresenta non soltanto l’occasione per ripercorrere due decenni di attività, ma anche un momento di riflessione sulle responsabilità collettive nei confronti di un territorio che continua a confrontarsi con profonde differenze economiche e sociali.
«Vent’anni fa qualcuno ha creduto che il Sud non dovesse essere condannato a rincorrere il futuro degli altri, ma potesse diventare protagonista del proprio destino», ha ricordato don Mimmo Battaglia, sottolineando il valore di un’intuizione che ha trasformato la solidarietà in progetti concreti, capaci di restituire dignità e possibilità a tante persone.
L’arcivescovo ha rivolto un ringraziamento al presidente della Fondazione, 𝗦𝘁𝗲𝗳𝗮𝗻𝗼 𝗖𝗼𝗻𝘀𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼, ai collaboratori e a quanti, nel corso degli anni, hanno contribuito alla crescita di una realtà impegnata nel sostegno alle comunità del Mezzogiorno.
Particolarmente significativo il saluto rivolto al capo dello Stato, la cui presenza è stata interpretata come un segnale di attenzione verso le difficoltà e le potenzialità del Sud.
«La sua presenza ci parla di un’Italia che non si accontenta delle distanze che la attraversano, che non considera alcuni territori meno importanti di altri, che non accetta che il luogo in cui si nasce possa decidere in anticipo ciò che si potrà diventare», ha affermato il cardinale.
Nel suo intervento, don Mimmo Battaglia ha richiamato anche due esperienze concrete nate dalla collaborazione tra la 𝗖𝗵𝗶𝗲𝘀𝗮 𝗱𝗶 𝗡𝗮𝗽𝗼𝗹𝗶 e la 𝗙𝗼𝗻𝗱𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗖𝗼𝗻 𝗶𝗹 𝗦𝘂𝗱: il 𝗠𝘂𝘀𝗲𝗼 𝗗𝗶𝗼𝗰𝗲𝘀𝗮𝗻𝗼 𝗗𝗶𝗳𝗳𝘂𝘀𝗼, iniziativa di inclusione sociale e lavorativa rivolta ai giovani, e 𝗖𝗮𝘀𝗮 𝗕𝗮𝗿𝘁𝗶𝗺𝗲𝗼, centro di accoglienza e servizi dedicato alle persone più fragili.
Due esperienze che dimostrano come la collaborazione tra istituzioni, Chiesa e terzo settore possa tradursi in opportunità concrete, soprattutto per chi vive condizioni di marginalità.
Un messaggio che assume un significato particolare anche nelle periferie di Napoli, da Scampia a Secondigliano, da Miano a San Pietro a Patierno, dove la necessità di investire sui giovani, sull’inclusione e sulle reti di solidarietà rappresenta una delle principali sfide per il futuro.
Per il cardinale, la speranza non può limitarsi a un sentimento o a una dichiarazione di principio, ma deve diventare una responsabilità condivisa, capace di orientare le politiche pubbliche, le scelte economiche e le relazioni sociali.
«Un futuro in cui la solidarietà, lo sviluppo del Mezzogiorno e la cura di ogni periferia umana ed esistenziale diventino una priorità irrinunciabile», ha auspicato l’arcivescovo.
In conclusione, don Mimmo Battaglia ha incoraggiato la Fondazione a proseguire nel proprio impegno, favorendo l’incontro tra chi dispone di risorse e chi propone idee, tra chi può offrire sostegno e chi necessita di nuove possibilità.
Non un semplice rapporto tra benefattori e destinatari degli aiuti, ma un percorso di corresponsabilità nel quale ogni persona possa contribuire alla costruzione del bene comune.
È questo il messaggio che emerge dalla celebrazione dei vent’anni della Fondazione: il futuro del Sud non può essere affidato soltanto agli interventi economici, ma richiede una collaborazione stabile tra istituzioni, realtà sociali e comunità locali.
