Dal Coordinamento Territoriale Scampia lettera aperta ai candidati sindaci: «La speranza resta ultima a decidere»

Da Scampia abbiamo deciso di prendere la parola perché ancora una volta si torna a parlare di camorra, si torna ad associare alle dinamiche criminali un territorio che invece nel tempo ha saputo reagire, utilizzando la forza che si contrappone alla spinta verso il basso come forza propulsiva.

Il sospiro dopo l’apnea è stato la liberazione di una serie di forze.

È stata disperazione in molti casi, ma non solo, quella forza è stata anche volontà di non assuefarsi al peggio, il tentativo mai sospeso di cambiare il corso delle cose e di non aggrapparsi alla classica manna dal cielo, che poi lascia sempre tutti un po’ delusi.

Dicevamo, diciamo e diremo ancora e sempre  la “speranza” è l’ultima a decidere, perché il nostro territorio in questi anni ha saputo trasformare pezzi grezzi di rivalsa, in monoliti di certezza di resistenza e di resilienza etimo ancor più intimo che riguarda le caratteristiche intrinseche degli individui.

Riteniamo che le dichiarazioni di alcuni candidati, non ultime  quelle di  Maresca non colgano la complessità di un processo che andrebbe affrontato in maniera diversa e con altro piglio.

Una narrazione ormai fuori uso, che tenta di omologare processi complessi per loro natura e,  all’interno dei quali si sono sviluppate pratiche totalmente diverse.

Ma il tema della legalità spinge verso posizioni limite e sembra essere divenuto l’unico elemento sul quale si basano le campagne elettorali nella nostra città in particolare sul nostro territorio.

Dunque, in un’intervista del 7/06/2021 ancora il candidato del centro destra afferma che farà in modo di imporre “liste pulite”. Chiaramente ci sembra che questo sia un fatto ovvio, l’onestà in politica dovrebbe essere un prerequisito, mentre sembra essere   diventato un ulteriore mantra dietro il quale nascondere incapacità e servilismo verso i  poteri forti e le consociazioni criminali.

Il tema vero è che non si coglie, e questo è assurdo visto il ruolo esercitato da alcuni candidati nella nostra  società, la complessità del processo criminale, non più lineare e facilmente leggibile.

Ma proviamo a fare un esempio per tentare di essere più comprensibili.

Recentemente (solo nel febbraio 2021) gli uomini del GICO hanno sequestrato beni per un valore di 10 milioni di euro.

Il sequestro è avvenuto colpendo una figura che si ritiene gestisse i patrimoni di quello che fu il clan Di Lauro.

Ora la domanda che ci poniamo è la seguente: secondo voi, con cifre di questa portata (ed abbiamo citato un solo caso a titolo di esempio), “la camorra” avrebbe difficoltà a presentare “uomini puliti” in eventuali liste?

È chiaro che oggi i poteri criminali si configurano come processi complessi, si strutturano come vere e proprie reti economico-finanziarie che talvolta, provano a mantenere in condizioni di degrado i territori di pertinenza, in quanto ciò è funzionale all’arruolamento a basso costo di risorse umane nell’enorme mercato globale della criminalità organizzata.

Questo è il tema che invitiamo i candidati ad affrontare, partendo allo stesso tempo da un assunto, la camorra va sconfitta in tutte le sue articolazioni.

E allora, se si parte da questo punto di vista, è chiaro che la visione anacronistica di una camorra rudimentale e superficiale finisce in soffitta, sostituita da un bisogno di analisi più aderente ai tempi e alle trasformazioni che queste grandi macchine del malaffare hanno saputo costruire.

Bisogna dunque,  iniziare ad usare le parole nel modo giusto e   quelle parole devono essere gravate da un peso aggiuntivo, ecco forse, “il peso della farfalla” che sbilancia, è la sensibilità con la quale si toccano i territori e le ferite aperte lasciate da un vuoto istituzionale trentennale, invitiamo a riflettere mai come in questo periodo sui  “diritti” e sulla “rigenerazione” sul come si articola una  rete di tutele sociali che non ha il solo compito emergenziale dell’aiuto, ma che prova ad educare e a coscientizzare i cittadini verso il bello – diritti, studio delle fragilità esplorazione piena del tema della solidarietà, così  di fatto si rigenera un territorio e si prosciuga quell’enorme mare di disperazione in cui la camorra nuota agevolmente.

Sconfiggere il male significa lavorare costantemente ad un progetto che renda meno diseguale il livello di accesso ai diritti, creare opportunità, evitare di raccontare sempre e solo  il peggio senza trarne alcun insegnamento. 

Scampia negli ultimi anni ha visto due terribili guerre di camorra, nel 2003/2004 e  nel 2012 con strascichi che sono ancora visibili  oggi.

La Magistratura ha saputo ben contrastare quell’esplosione criminale, seppur con molto ritardo, ma ciò che è mancata è stata la rigenerazione socio-economica post faide, che avrebbe consentito di mettere definitivamente in archivio le pretese di egemonizzare interi lotti da parte di gruppi criminali organizzati. Oggi, la proposta politica sembra trovare una sua flebile compiutezza in questo tentativo di passare per chi può sconfiggere la camorra solo con la forza degli arresti e delle denunce, in aggiunta,   da destra arriva la proposta  del riconoscimento di una nuova centralità alle politiche legate alle  “privatizzazioni” – la dismissione di parti della “cosa pubblica” è stata sempre lo spazio nel quale si sono infiltrati i poteri criminali sull’onda di trame oscure (do you remember Mafia Capitale?).

Per questo motivo quando Maresca e non solo, parla di “coinvolgere privati nella gestione del verde, dell’arredo urbano e nei grandi progetti” un brivido ci attraversa la schiena.

Sembra essere iniziata la caccia alle streghe attraverso la demonizzazione di uno stato di cose evidentemente da ristrutturare ma che, rappresenta anche una delle specificità di un luogo abbandonato in tutti questi anni.

Come si vive in territorio atterrito dalla disoccupazione? come si fitta  una casa? come si può accedere al sistema sociale attuale se non si lavora?

Ecco non si cantano messe, non si iniziano proprio, dunque,  quel sistema al limite tra l’abusivo e questo concetto vuoto di legalità, rappresenta il  modo per tirare a campare, rovesciarlo significa mettere in campo  argute politiche che tendano ad abbassare gli indici negativi sull’occupazione e il rapporto tra diritti e la loro fruibilità.

Per questi motivi nei prossimi mesi rilanceremo la discussione sui temi dell’anti camorra sociale e lo faremo legandoci indissolubilmente alla questione dei diritti, che ci sembra la sola via d’uscita.

Vorremmo che i candidati tutti, si misurassero  con queste  drammatiche questioni, mettendo per un attimo da parte la campagna elettorale e segnandosi un piccolo pro memoria utile per il futuro: il dovere di una figura delle Istituzioni è quello della “leale collaborazione” e non della “imparzialità”, come impropriamente sostiene  qualche candidato, requisito questo, che la nostra Costituzione associa invece alla Magistratura, ma è evidente, talvolta vi possono essere confusioni di ruoli.

A Scampia, la speranza resta ultima a decidere.

Coordinamento Territoriale Scampia

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