Non una semplice fotografia, ma un racconto. È questa l’idea alla base di “Ritratto Parlato”, il nuovo progetto ideato da 𝗦𝗮𝗹𝘃𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗚𝗿𝗶𝗺𝗮𝗹𝗱𝗶, fotografo di Scampia, che dopo aver sperimentato con successo questo approccio nel mondo dei matrimoni ha deciso di portarlo anche nella ritrattistica.
La prima consegna è avvenuta in occasione di un battesimo, dove una famiglia di Scampia ha ricevuto un’opera realizzata su tela: un ritratto in bianco e nero accompagnato da un proverbio scelto durante un momento di confronto e ascolto.
Il progetto nasce infatti da un’idea precisa: prima di accendere le luci della sala posa, si ascolta la storia delle persone. Emozioni, ricordi, legami e simboli diventano parte integrante del percorso creativo. Solo dopo arriva lo scatto, che non vuole limitarsi a immortalare un volto, ma raccontare un’identità.
L’opera finale, stampata su tela, richiama la tradizione dei grandi studi fotografici di un tempo, quando le famiglie affidavano ai ritratti il compito di tramandare la propria memoria di generazione in generazione.
L’iniziativa non è riservata esclusivamente alle famiglie. Il Ritratto Parlato può essere realizzato anche per coppie, fidanzati, laureati, persone single o insieme ai propri animali domestici. In alcuni casi viene chiesto di portare un oggetto significativo, capace di rappresentare un momento, un valore o un ricordo importante, trasformandolo in un elemento della narrazione fotografica.
“L’obiettivo – spiega 𝗦𝗮𝗹𝘃𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗚𝗿𝗶𝗺𝗮𝗹𝗱𝗶, è offrire un’esperienza che permetta alle persone di sentirsi raccontate, prima ancora che fotografate. Un’idea che punta a riportare al centro il valore della memoria e delle emozioni, attraverso immagini destinate a durare nel tempo”.
