Si apre ufficialmente una frattura politica nella Municipalità 7. I consiglieri Vincenzo Mancini, Maria Tonicello e Fortuna Musella annunciano il passaggio all’opposizione della giunta guidata dal presidente Antonio Troiano, contestando la nomina di Fabio Russo ad assessore in quota Partito Democratico e, soprattutto, il metodo seguito nella scelta.
Una posizione condivisa anche dal consigliere comunale Pasquale Esposito e dal segretario del Circolo PD Secondigliano Francesco Bruno. Al centro della contestazione c’è la richiesta di un maggiore coinvolgimento delle realtà territoriali nelle decisioni del partito.
«La nomina di Fabio Russo ad assessore del Partito Democratico nella VII Municipalità non è una semplice scelta amministrativa: è una precisa scelta politica, che riteniamo sbagliata nel metodo e nel merito», spiegano gli esponenti dem.
La critica, precisano, non riguarda la persona del nuovo assessore, ma la decisione di affidare l’incarico a un esponente proveniente da un’altra realtà territoriale.
«La VII Municipalità non può essere amministrata da chi non appartiene al territorio e non ne conosce direttamente realtà, problemi e sensibilità. Chi governa una comunità deve conoscerla, viverla e confrontarsi quotidianamente con essa».
Nel documento vengono individuate anche precise responsabilità politiche. La prima viene attribuita alla segreteria metropolitana del PD e al segretario Francesco Dinacci, accusati di non prestare sufficiente attenzione alle indicazioni provenienti dai territori. La seconda riguarda direttamente il presidente della VII Municipalità, Antonio Troiano, per aver avallato la nomina di una figura non espressione della realtà locale.
Una scelta che, secondo i firmatari, assume un peso ancora maggiore alla vigilia della nuova stagione elettorale.
«Con gli imminenti appuntamenti elettorali e l’avvio della prossima campagna per le amministrative, il Partito Democratico non può permettersi una segreteria metropolitana distante dai territori e incapace di costruire una sintesi politica condivisa».
Da qui lo strappo politico e la decisione destinata a modificare gli equilibri all’interno del parlamentino di Secondigliano, Miano e San Pietro a Patierno.
Mancini, Tonicello e Musella annunciano infatti il passaggio all’opposizione della giunta Troiano, sostenendo che, dopo quanto accaduto, siano venute meno le condizioni politiche per continuare a sostenere l’attuale amministrazione municipale.
«Svolgeremo il nostro ruolo con autonomia, determinazione e senso di responsabilità, nell’interesse della VII Municipalità», affermano.
I firmatari respingono inoltre l’idea che dietro la presa di posizione possano esserci contrapposizioni personali o dinamiche interne alle diverse aree del partito.
«La nostra non è una battaglia personale e non nasce da logiche di corrente. È una questione politica e di rispetto istituzionale verso un territorio e verso chi lo rappresenta».
Il nodo posto sul tavolo riguarda quindi il rapporto tra vertici metropolitani e articolazioni locali del PD. La richiesta è quella di tornare a un metodo nel quale circoli, amministratori e rappresentanti territoriali possano incidere realmente sulle decisioni che riguardano le proprie comunità.
«Il Partito Democratico deve decidere se continuare con decisioni calate dall’alto e territori chiamati semplicemente a prenderne atto, oppure se tornare a un metodo fatto di ascolto, confronto e partecipazione».
Una frattura che, dunque, supera la singola nomina assessorile e apre una questione politica più ampia nel PD napoletano proprio mentre si avvicina la partita delle prossime elezioni amministrative.
