“A voi genitori, che vi indignate davanti all’ennesimo femminicidio. Che postate frasi di rabbia, che chiedete ergastoli, pene esemplari, vendetta. E va bene, ci sta. Ma ora ascoltatemi.
Prima di chiedere giustizia… guardatevi allo specchio.
Perché un assassino non nasce a vent’anni. Nasce a tre. A cinque. A dieci.
Nasce quando un bambino cerca uno sguardo e trova fretta.
Quando piange e gli dite ‘non fare il femminuccio’.
Quando sua madre lo chiude in una campana d’oro e suo padre lo umilia o sparisce.
Quando sente litigare ogni giorno e impara che chi ama, grida. Che chi ama, controlla. Che chi ama, può tutto.
E poi crescono.
E voi li difendete.
‘Dai, è solo geloso’.
‘Dai, è solo un po’ possessivo’.
‘Dai, ma ti ama’.
No. Non ama. Non ha mai imparato.
E sapete perché?
Perché nessuno gliel’ha insegnato. Nemmeno voi.
Quindi smettetela di dire “non lo capisco”.
Sì che lo capite. È vostro figlio.
Lo avete cresciuto voi.
E se oggi non sa reggere un rifiuto, non sa vivere senza possedere, è anche perché nessuno gli ha mai insegnato a stare nel dolore, a sentirsi fragile, a essere rifiutato senza crollare.
Non servono solo manette. Servono specchi.
Specchi dove guardarci in faccia.
E dire: ho sbagliato.
Ho trasmesso insicurezza, rabbia, vuoto.
Ma si può cambiare.
Si può educare meglio.
Si può cominciare da oggi.
Io propongo una cosa semplice: psicoterapia obbligatoria nelle scuole, dalle elementari alla maggiore età. Non una moda, ma una necessità. Non per curare i pazzi, ma per evitare che diventino carnefici.
Chi non ha mai imparato a sentire… farà del male.
Chi ha solo imparato a trattenere, prima o poi esploderà.
E il sangue lo vedremo ancora, nelle foto delle figlie di qualcun altro.
O delle vostre.
È ora di svegliarci.
È ora di fare silenzio… e ascoltare.
Perché chi oggi grida giustizia, forse ieri ha cresciuto un assassino senza saperlo.”**
Salvatore Grimaldi
Fotografo napoletano
