Molto prima delle strade trafficate, dei palazzi e della grande espansione urbana del Novecento, Secondigliano era un casale immerso in una vasta campagna fertile, abitato soprattutto da famiglie che vivevano del lavoro della terra.
A restituirci questa immagine è una preziosa testimonianza storica riportata nella pagina che pubblichiamo. Il testo descrive Secondigliano come “Casale Regio della Città di Napoli”, situato in pianura, in una posizione considerata salubre anche se esposta ai venti settentrionali.
Il territorio del casale viene quantificato in circa 2.800 moggia e vengono indicati anche i suoi antichi confini: Arzano, Melito, Piscinola, Napoli, Casavatore e San Pietro a Patierno.
Ma è soprattutto la descrizione della vita economica a raccontare una Secondigliano profondamente diversa da quella contemporanea. La terra viene definita fertilissima, capace di produrre numerose vettovaglie e buona frutta. Una realtà nella quale l’agricoltura rappresentava l’attività principale per gran parte della popolazione.
Nel documento compare anche un riferimento fondamentale per la storia religiosa del territorio: la chiesa maggiore dei Santi Cosma e Damiano, descritta con il suo imponente campanile, che all’epoca della testimonianza risultava ancora incompleto.
Particolarmente interessante è il dato demografico. Secondigliano avrebbe avuto circa 6.000 abitanti, per la maggior parte dediti all’agricoltura. L’autore aggiunge persino una curiosità: tra gli abitanti vi sarebbero state persone capaci di superare i cento anni.
La stessa pagina permette inoltre di andare ancora più indietro nel tempo. Nella parte superiore viene riportato un documento del 9 ottobre 1113, nel quale l’igumeno e i monaci del monastero dei Santi Sergio e Bacco concedono per 29 anni a Benedicto e Aloara, coniugi, un terreno situato a Secondiliano.
Si tratta di una testimonianza particolarmente importante perché documenta l’esistenza e il nome del territorio già agli inizi del XII secolo. Nella pagina vengono ricordate anche diverse forme antiche del toponimo, tra cui Secundilianum.
Questa testimonianza non rappresenta soltanto una curiosità per gli appassionati di storia locale. Racconta una Secondigliano che per secoli è stata campagna, agricoltura, comunità e vita rurale, con una propria identità ben definita molto prima della trasformazione urbanistica contemporanea.
Dietro il quartiere che conosciamo oggi rimangono così le tracce di un antico casale, il cui nome compare nei documenti da oltre nove secoli e che conserva ancora oggi una storia tutta da riscoprire.
