San Gaetano Errico non fu soltanto l’apostolo dell’Addolorata, ma un autentico innamorato della Vergine, che amava definire “straordinaria”, “tenerissima” e “singolare”. La devozione a Maria lo accompagnò fin dalla giovinezza e crebbe nel corso degli anni, diventando uno degli elementi centrali della sua spiritualità e della sua missione sacerdotale.
Nato a Secondigliano nel 1791 e ordinato sacerdote nel 1815, don Gaetano maturò durante un ritiro spirituale a Pagani il progetto di costruire nel suo paese una chiesa dedicata all’Addolorata. L’opera prese forma grazie anche alla straordinaria partecipazione dei secondiglianesi, che contribuirono con denaro, oggetti preziosi e lavoro. I lavori iniziarono nel 1828 e la chiesa fu benedetta nel dicembre del 1830.
Qualche anno dopo arrivò anche la statua dell’Addolorata, commissionata allo scultore napoletano Francesco Verzella. Secondo la tradizione, don Gaetano fu particolarmente esigente nella realizzazione del volto della Vergine, tanto da farlo modificare numerose volte prima di riconoscere finalmente l’espressione che desiderava. Quell’immagine sarebbe diventata uno dei simboli della devozione mariana di Secondigliano.
Ma il rapporto di San Gaetano con la Madonna emergeva soprattutto nei piccoli gesti della vita quotidiana. La tradizione racconta che ai fedeli particolarmente afflitti che si rivolgevano a lui, ’o Superiore poggiasse una mano sul capo dicendo semplicemente: “Lascia fare la Madonna”. Poche parole attraverso le quali cercava di trasmettere serenità, speranza e fiducia.
Anche davanti alle difficoltà economiche mostrava lo stesso abbandono alla Provvidenza. Ai creditori avrebbe detto: “Ora non ho un grano, ma domani andrò a Napoli e la Madonna provvederà”. E spesso l’aiuto arrivava attraverso la generosità dei commercianti e dei benefattori secondiglianesi.
La stessa fiducia viene ricordata in occasione dei viaggi compiuti per ottenere l’approvazione della Congregazione dei Missionari dei Sacri Cuori, da lui fondata. Partendo per Roma con pochi ducati, a chi gli faceva osservare che il denaro non sarebbe bastato avrebbe risposto: “La Madonna ci penserà, i denari arriveranno fino a Roma”.
Particolarmente intenso era poi il suo rapporto con gli ammalati. Don Gaetano veniva chiamato al loro capezzale non soltanto a Secondigliano, ma anche nei paesi vicini. Portava conforto, pregava con loro e, secondo quanto tramandato, lasciava spesso un’immaginetta dell’Addolorata, invitandoli ad affidarsi alla Vergine con fede.
San Gaetano Errico morì a Secondigliano il 29 ottobre 1860, ma il legame da lui costruito tra il suo popolo e l’Addolorata non si è mai interrotto. La chiesa, la statua e soprattutto la devozione tramandata di generazione in generazione rappresentano ancora oggi una parte importante dell’identità religiosa e popolare di Secondigliano.
E forse, tra i tanti ricordi lasciati da ’o Superiore, sono proprio quelle semplici parole a racchiudere meglio la sua sconfinata fiducia in Maria: “Lascia fare la Madonna”.
