Dagli spumoni alla panna fresca, fino alla passeggiata sul Corso: la cremeria di via Vittorio Emanuele è rimasta nella memoria di intere generazioni.
I ricordi dei secondiglianesi raccontano non soltanto un gelato, ma un pezzo di vita e di una Secondigliano che non c’è più.
Ci sono sapori che appartengono a un’epoca e che, anche a distanza di decenni, riescono a riportare alla mente luoghi, persone e abitudini. Per tanti secondiglianesi uno di questi sapori è quello dei gelati della storica 𝗰𝗿𝗲𝗺𝗲𝗿𝗶𝗮 𝗗𝗲 𝗠𝗮𝗿𝘁𝗶𝗻𝗼.
Il locale si trovava in 𝘃𝗶𝗮 𝗩𝗶𝘁𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝗘𝗺𝗮𝗻𝘂𝗲𝗹𝗲, poco prima della svolta per via Duca degli Abruzzi. Non era semplicemente una gelateria: negli anni divenne uno dei punti di riferimento del quartiere, legato soprattutto alle domeniche e alle passeggiate sul Corso.
Cioccolato, nocciola e limone erano tra i gusti più amati, ma nei ricordi ricorrono soprattutto gli 𝘀𝗽𝘂𝗺𝗼𝗻𝗶. C’era chi preferiva quello al caffè, chi quello al cioccolato, chi ancora ricorda la stracciatella o la fragola. E poi la 𝗽𝗮𝗻𝗻𝗮, descritta ancora oggi da molti come qualcosa di difficilmente eguagliabile.
Non c’erano soltanto i gelati. Mozzarella, ricotta e panna fresca completavano un’offerta fondata sulla qualità delle materie prime, sulla pulizia e sulla cortesia. Elementi che hanno contribuito a costruire attorno alla famiglia De Martino un ricordo ancora molto vivo.
Lo dimostrano le tante testimonianze lasciate dai lettori di Periferiamonews. «La panna più buona mai assaggiata nella mia vita», scrive qualcuno. Altri ricordano «il profumo che c’era», gli spumoni, la mozzarella e le domeniche trascorse tra un gelato e una passeggiata.
Per le ragazze di allora, oggi donne e mamme, quello da De Martino era quasi un rito: la domenica, magari dopo la Messa, si prendeva il gelato e si proseguiva verso il Corso. Un’abitudine semplice che oggi assume il valore di una fotografia della vita quotidiana di quegli anni.
C’è anche chi ricorda di essere stato mandato da bambino a comprare il gelato per tutta la famiglia e chi racconta di aver continuato, una volta cresciuto, a cercare altrove quel particolare sapore senza riuscire più a ritrovarlo.
Quando il titolare 𝗩𝗶𝘁𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝗗𝗲 𝗠𝗮𝗿𝘁𝗶𝗻𝗼 si trasferì con la famiglia sulla Riviera romagnola, quella partenza lasciò un vuoto nel quartiere. Anche a Rimini, secondo i ricordi tramandati da chi lo conosceva, la famiglia continuò l’attività nel settore e portò con sé quella tradizione.
Forse è proprio questo il segreto di certi luoghi: a distanza di tanti anni non se ne ricordano soltanto i prodotti, ma persino i profumi, le persone incontrate, la strada percorsa per arrivarci e ciò che si faceva subito dopo.
𝗗𝗲 𝗠𝗮𝗿𝘁𝗶𝗻𝗼 è rimasto così nella memoria collettiva di Secondigliano. Non soltanto per uno spumone o per una panna particolarmente buona, ma perché quel gelato era parte di una domenica, di una passeggiata, di un appuntamento con gli amici e con la famiglia.
Un piccolo rito di quartiere diventato, con il passare degli anni, il 𝗱𝗼𝗹𝗰𝗲 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗿𝗱𝗼 𝗱𝗶 𝘂𝗻𝗮 𝗦𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗶𝗴𝗹𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗰’𝗲̀ 𝗽𝗶𝘂̀.
