Per comprendere davvero la storia di Secondigliano non basta osservare le grandi strade di oggi. Bisogna entrare nei vicoli, seguire le corti e immaginare gli spazi così come si presentavano quando il territorio conservava ancora una forte impronta rurale.
Una testimonianza particolarmente interessante arriva dagli studi dedicati all’antico impianto urbano del quartiere, nei quali 𝗩𝗶𝗮 𝗗𝘂𝗰𝗮 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗔𝗯𝗿𝘂𝘇𝘇𝗶 viene indicata come uno degli elementi fondamentali per leggere la trasformazione del vecchio casale.
La strada conserva ancora oggi un ruolo preciso nella toponomastica cittadina ed è compresa nel 𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗰𝗼 𝗱𝗶 𝗦𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗶𝗴𝗹𝗶𝗮𝗻𝗼. Accanto ad essa, vicoletti e traverse testimoniano ancora la complessità dell’antico tessuto viario.
Il testo storico mostra come la penetrazione attraverso via Duca degli Abruzzi permettesse di riconoscere una sequenza di spazi caratteristici: 𝗰𝗼𝗿𝘁𝗶, 𝘃𝗶𝗰𝗼𝗹𝗶, 𝗮𝗰𝗰𝗲𝘀𝘀𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗺𝗮𝘀𝘀𝗲𝗿𝗶𝗲 𝗲 𝗰𝗼𝗹𝗹𝗲𝗴𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗲 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗮𝗿𝗲𝗲 𝗮𝗴𝗿𝗶𝗰𝗼𝗹𝗲. Non si trattava quindi di una successione casuale di edifici, ma di un sistema urbano profondamente legato alla vita economica e sociale della comunità.
Particolarmente interessante è la descrizione della 𝗜𝗜 𝘁𝗿𝗮𝘃𝗲𝗿𝘀𝗮 𝗗𝘂𝗰𝗮 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗔𝗯𝗿𝘂𝘇𝘇𝗶, dove viene ricordata la presenza di una masseria. Il nucleo più antico era riconoscibile nell’angolo tra la traversa e il vico, mentre nelle corti più ampie trovavano posto anche ambienti destinati alle attività produttive.
Il percorso conduceva poi verso 𝘃𝗶𝗰𝗼 𝗟𝘂𝗻𝗴𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗣𝗼𝗻𝘁𝗲, collegato a sua volta con via Lupa e con l’area del Fosso del Lupo.
È proprio la persistenza di questi nomi a rendere affascinante la lettura della Secondigliano contemporanea. Dietro strade percorse ogni giorno sopravvivono infatti le tracce di un’organizzazione territoriale molto più antica.
Secondo lo studio, nonostante il degrado e le trasformazioni intervenute nel tempo, 𝗦𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗶𝗴𝗹𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗿𝘃𝗮𝘃𝗮 𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮 𝗹𝗮 𝗹𝗲𝗴𝗴𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗶𝗺𝗽𝗶𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗼𝗿𝗶𝗴𝗶𝗻𝗮𝗿𝗶, la morfologia derivante dalle attività produttive e agricole e una parte consistente dell’antica struttura urbana.
Un patrimonio che, con il passare dei decenni, è diventato ancora più prezioso.
La vicenda di via Duca degli Abruzzi dimostra quindi come il centro storico secondiglianese non possa essere letto soltanto attraverso i singoli edifici. Il suo valore risiede anche nell’insieme di 𝘃𝗶𝗰𝗼𝗹𝗶, 𝗰𝗼𝗿𝘁𝗶, 𝗻𝘂𝗰𝗹𝗲𝗶 𝗮𝗯𝗶𝘁𝗮𝘁𝗶 𝗲 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗰𝗵𝗶 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗼𝗿𝘀𝗶, capaci di raccontare l’evoluzione di un territorio passato progressivamente dalla dimensione agricola del casale alla città contemporanea.
Conoscere questi luoghi significa recuperare una parte della memoria di Secondigliano che rischia di diventare invisibile proprio perché continua a trovarsi sotto i nostri occhi.
